20/02/14

Recensione di Requiem di Lauren Oliver

Trama: Lena è ormai parte integrante della resistenza contro chi vuol eliminare l'amore dalla faccia della Terra, ma non è più la stessa ragazza di un tempo. Dopo aver salvato Julian dalla morte, Lena ha trovato rifugio nelle terre selvagge, dove ha anche rincontrato Alex, il primo amore che pensava morto. Ormai, però, nemmeno le terre selvagge sono un luogo sicuro: il governo non può più negare l'esistenza degli invalidi e i regolatori sono in viaggio per abbattere i ribelli. È scoppiata una vera e propria rivoluzione. Nel frattempo, Hana vive una vita tranquilla e senza amore a Portland, fidanzata al sindaco della città. Inaspettatamente le strade delle due amiche si incroceranno ancora una volta, prima che la lotta abbia fine.

Requiem è il capitolo conclusivo della trilogia di Lauren Oliver iniziata con Delirium.
Lena è anestetizzata...Ha iniziato ad affezionarsi a Julian da quando le loro strade si sono incrociate in Chaos durante il loro rapimento. Ma Alex è vivo e la odia, non è più l'Alex che Lena conosceva. E ora c'è anche Julian.
Il tempo per i drammi personali poi è nullo. La lotta contro i Curati deve continuare. Gli Invalidi e la Resistenza vogliono vincere ed essere veramente liberi, non animali che sopravvivono di giorno in giorno.

La lettura è stata rapida ed intensa...La scrittura della Oliver come sempre mi ammalia. Amo il suo stile asciutto, conciso ed essenziale ma al contempo ricco di sfumature e sentimento.
Ha saputo rendere benissimo quel che Hana e Lena vedevano, sentivano, provavano. Entrambe riconoscevano il buono e il marcio della situazione che entrambe vivono così come l'analisi delle loro azioni passate.
Il tutto si intreccia benissimo alla Resistenza ed alla lotta per la libertà e l'amore.
E da che Lena ritrova Alex continuavo a sperare in scene meno strazianti di quelle che ho visto. Non riuscivo a conciliare la durezza del nuovo Alex, la sua indifferenza con il ragazzo conosciuto e stavo male con Lena che stava dilaniandosi dentro, avvelenandosi ancora di più contro la società dominante. Ma d'altronde i Curati, gli zombie, sono in grado di avvelenare tutto e mesi passati ad essere torturato nelle Cripte non fanno l'effetto di un bagno termale.
Per Hana non si può non provare un misto di pietà e rabbia. Pietà perchè è prigioniera del suo sistema, cui ha chinato obbediente la testa nonostante sognasse altro. Rabbia perchè non ha mai saputo raccogliere davvero il coraggio a due mani. E la cura non l'ha migliorata, l'ha solo resa più docile.
Sinceramente non ho trovato la lentezza di cui alcuni si sono lamentati leggendo Requiem. Anzi, di movimento ce n'è molto. Forse è come essere in un'estensione di "Chaos" senza una fine precisa, dove si parla di questa lotta finale che arriva proprio alla fine. Ma non c'è assolutamente stasi.
Semmai devo dire che è il libro meno doloroso della scrittrice nonostante dal titolo pensassi di dovermi buttare giù da un ponte.
Altro punto criticato è il finale che per me è perfetto. E' un finale aperto, tipico di un distopico di qualità. Mica tutto può finire con un happy ending con cuori, fiori e scintille o con un disegno bianco e nero. Mi ricorda un pò la fine de Il canto della Rivolta della Collins. Un finale dolce-amaro ma non per questo meno adatto. Certo, avrei voluto scene più dolci che so possibili per mano della Oliver, ma non sarebbe stato nel suo stile ne in quello dell'opera in sè.
Il messaggio di fondo di tanti distopici è quasi sempre uguale: continuare a lottare, mai dare nulla per scontato. E sono convinta che non si ripeta mai abbastanza. Troppe cose andrebbero diversamente se applicassimo sempre questo mantra.

19/02/14

W...w...w...Wednesdays #65

Cari Lettori,

come è andata la settimana? Ormai ci avviciniamo a marzo! Chissà che questo freddo e questa pioggia ci lascino presto! Per me si tratta di un'arma a doppio taglio vista la mia allergia al polline, ma sono abbastanza stufa come tutti...
A fine mese godrò di un pò di libertà con la maternità e spero di gestire meglio il mio tempo!

Le regole per commentare rimangono le stesse..Basta dire cosa si è letto, cosa si sta leggendo e cosa si leggerà...

Ho letto..

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18/02/14

Risultati giftaway "100 Lettori"

Buongiorno carissimi!!!!

Apriamo questa giornata con gli esiti del giftaway per i 100 lettori, ambitissimo traguardo di questo blog....
Siete stati tutti fantastici...Partecipanti e non! Grazie per la partecipazione, per gli auguri, gli incoraggiamenti, l'amicizia...E' stato uno splendido festeggiamento! Spero di replicare presto con qualche iniziativa relativa a nuovi traguardi o occasioni speciali...



Ed ora ecco i vincitori estratti tramite random.org....


La chimera di Praga va a.....   Alessia Marinaro!
La ladra della Primavera spetta invece a ....Silvia Vettori!

Complimenti, ragazze! In giornata vi scriverò una mail per avere i vostri indirizzi in modo da spedirvi i libri!

A presto ;-*

17/02/14

Recensione de Il bosco dei cuori addormentati di Esther Sanz

Trama: Clara ha appena compiuto diciassette anni e la sua vita è a pezzi. Non ha mai conosciuto suo padre, sua madre si è suicidata e due mesi dopo è morta anche la nonna che l'ha cresciuta. L'assistente sociale decide di affidarla all'unico parente, zio Alvaro, che vive in un minuscolo paesino in montagna, isolato dal mondo. Ruben, giovane studente di veterinaria, la prende sotto la propria ala protettiva e sembra che la vita della ragazza possa trovare un po' di serenità. Ma un giorno Clara si ritrova in una parte del bosco dove nessuno dovrebbe andare, secondo le leggende che circolano in paese, e dove incontra Miguel, un ragazzo bellissimo... È un immortale, un angelo che da oltre cinquecento anni custodisce il segreto del bosco: la fonte della giovinezza. La ragazza si innamora per' duramente del giovane immortale e all'improvviso tutti i nodi vengono al pettine: Ruben si rivela per quello che è, un demone che si occupava di Clara solo per tenerla sotto controllo e capire quanto e cosa sapesse. Con l'aiuto di Miguel, Clara lo sconfiggerà, ma dopo un dolcissimo incontro d'amore i due ragazzi, disperati, si rendono conto che l'angelo non può sottrarsi al proprio compito né rinunciare alla propria immortalità e sono costretti a separarsi...

Il bosco dei cuori addormentati è un romanzo che non ha una quotazione elevata eppure non è affatto male.
La storia è un pò diversa dal solito...
Clara, improvvisamente orfana, si trova a dover raggiungere il tutore legale in un paesino della provincia di Soria, Colmenar. La situazione la lascia abbastanza anestetizzata. Dopo la morte della madre e della nonna, sicuramente è uno shock allontanarsi dall'amata Barcellona ma ormai le importa di poco. Si sente morta dentro. E l'incontro con lo scontroso zio Alvaro non la rianima di certo. Però le dà la spinta per voler vivere in un rudere di proprietà della famiglia, per essere indipendente e non dover vivere con lo zio. Questa inaspettatamente è una garanzia di ripresa, supportata anche da Victor, studente locale che la appoggia e sicuramente prova qualcosa per lei.
Ma Clara inizia anche a notare strani avvenimenti in casa..Oggetti spostati e un viso che la spia. Nonostante ciò vince la paura, che la fa sentire viva, e resta nell'abitazione. Presto scoprirà che dietro a quel viso vi è Rio, misterioso ragazzo capace di vivere da eremita nella foresta, al centro di numerose leggende e diventa la fissazione di Clara che non riesce a toglierselo dalla testa. L'attrazione però è reciproca. Peccato che i pessimi avvenimenti non restino mai a debita distanza..Ed è qui che il romanzo inizia a cadere, conducendomi ad un finale che mi lascia perplessa.

La scrittura è godibilissima, fresca, rapida. Clara, benchè sia inconsapevole della sua bellezza (normale ormai), riconosce di essere poco sana di mente a rimanere in un luogo che la terrorizza. La rende un pò più interessante di tanti personaggi. Gli altri però li conosciamo ben poco. Victor un pò di più ma Rio è praticamente un'apparizione. Per non parlare di poche altre comparse.
Avrei voluto che ci si fosse concentrati un pò di più sui personaggi, a livello psicologico, e che quanto porti al finale fosse più chiaro. L'oggetto del libro è la particolare natura di Rio e l'origine di essa. Il tutto è affrontato al volo ed il finale è così rapido ed includente che mi sono sentita come se mi avessero sbattuto fuori di casa senza sapere perchè.
Mi auguro che molte risposte si trovino nell'ultimo volume per ridurre l'effetto paradossale che le ultime pagine hanno lasciato.
Una nota sulla copertina..Che ci fa un angelo in copertina su una storia di immortali o pressochè tali?

16/02/14

Il circolo letterario #26 - Io, Liam di Antonella Albano

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.


Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Liam viene da lontano, dall'Irlanda del VII secolo d. C. ed è destinato a una vita innaturalmente lunga. Elisa è una giovane donna moderna, che vive un vuoto colmabile solo dal suo amore per il canto. Nella vita di Liam sembra esserci posto unicamente per la vendetta e il sangue; una promessa, però, fatta a Cathal, suo amico fraterno, lo accompagnerà lungo i secoli, fino a che il cerchio non si chiuderà una volta per tutte. Il suo progetto verrà sconvolto proprio dall'incontro con Elisa, e da un nemico implacabile che minaccia tutto ciò che imprevedibilmente è giunto ad amare. Mantenere un basso profilo, non indulgere all'amore o all'odio, era stato fondamentale, ma non ci era sempre riuscito. Si era nascosto in posti impervi anche umanamente, cambiando luogo ogni volta che la sua perdurante giovane età veniva notata. Si era illuso che la vita potesse avere un senso ma aveva finito per lavarsi via dal cuore ogni sentimento profondo. E proprio ora qualcuno veniva a togliergli le ragnatele dall'anima.

Ho iniziato questa lettura piena di aspettative (soprattutto relative alla storia di Liam, subendo il fascino dell'antica Scozia) ma sono state tutte puntualmente deluse!
Certo, sapevo che si trattava di una storia di vampiri e che non avrei trovato il Santo Graal però i personaggi non mi sono entrati dentro e la storia l'ho trovata prevedibilissima (assai raro per me che mi faccio portare dove ogni autore vuole!).
Troviamo questo vampiro millenario,Liam, calcare il suolo italiano ed insegnare all'università assieme ad un suo simile per motivi solo a lui noti e l'avvicinarsi alla giovane ed introversa Elisa, profonda ragazza che vive per il canto. Inutile dire che la passione non doveva nascere e che la storia si basa sul pericolo, soprattutto quando questo pericolo si palesa sotto forma di nemico invisibile. Ovviamente bisogna nascondere la natura di lui alle amiche di Elisa già sospettose.
Ho trovato un pò pesante la costante presenza della religione. Ci può però stare poichè è storica la lotta della Chiesa contro il Maligno di cui i vampiri sono un'emanazione con la loro vita innaturalmente lunga e la loro dieta disumana, l'inclinazione alla perversione.
Il finale l'ho trovato tirato per i capelli, troppo mistico.
Mi spiace non aver trovato appigli positivi ma, semplicemente, questa storia non ha fatto per me.

12/02/14

W...w...w...Wednesdays #64

Buongiorno cari Lettori,

come state?

Qui tutto nella norma. Letture al solito passo e per il resto il solito caos di lavoro e cose da fare per cui non si ha il tempo.

Le regole per commentare sono le stesse: occorre dire cosa si è letto, cosa si sta leggendo e cosa si leggerà...

Ho letto..






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E voi?
Vi ricordo che sabato avrà termine il giftaway dei 100 follower!

11/02/14

Il circolo letterario #25 - Recensione di La carezza del destino di Elisa S. Amore

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.


Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.


Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Uno sguardo, e Gemma Bloom capisce di essere perduta. Non ha idea di chi sia quel ragazzo, ma da quando l’ha incontrato non fa che pensare a lui, al suo sorriso enigmatico e ai suoi occhi impetuosi come il mare in tempesta. E anche Evan è rimasto stregato da lei e dalla forza del legame che si è subito creato tra loro. Potrebbe essere l’inizio di una storia d’amore perfetta, eppure Gemma è divorata dai dubbi. C’è qualcosa di oscuro in Evan, qualcosa che la spaventa. Forse perché, a volte, Gemma è l’unica a notare la presenza di Evan, mentre per tutti gli altri sembra invisibile? O perché alcune persone sono state trovate morte poco dopo essere state viste con lui? Una sola cosa è certa: in fondo al cuore, Gemma sa che la sua vita dipende da Evan. E in effetti è così… anche se non nel modo in cui lei s’immagina. Il destino di Gemma, infatti, è segnato: il suo tempo sta per scadere. E la missione di Evan è accompagnarla nel regno dei morti. Questa volta però è diverso. Questa volta Evan si trova di fronte a una scelta dolorosa: obbedire agli ordini e uccidere la donna di cui è perdutamente innamorato, o sfidare le leggi del cielo e degli inferi per salvarla? Diventato un fenomeno editoriale prima ancora della sua pubblicazione, «La carezza del destino» unisce passioni dirompenti e segreti inconfessabili, decisioni impossibili ed emozioni profonde, dando vita a una storia d’amore intensa come i sentimenti che legano Evan e Gemma e ineluttabile come il destino che incombe su di loro…

Ho letto questa riedizione con qualche titubanza.
La carezza del destino è infatti figlia di Touched, volume autopubblicato di Elisa S. Amore che aveva ricevuto tante recensioni, di cui mi sono rimaste impresse quelle che hanno molto insistito sulla pessima grammatica e sintassi. Motivo per cui non ho mai iniziato ne Touched ne Unfaithfull che avevo acquistato appena usciti. Certo, uno scrittore non deve essere una divinità della grammatica e se autopubblicato non posso pretendere perfezione pura. Ormai nemmeno dagli editori....Dovrebbero esserci quei soggetti che rileggono per verificare la correttezza, ma ormai sono morti e sepolti.
La biblioteca mi ha fornito l'input per leggere questo volume ed il tentativo non è statp infruttuoso.

La storia ci parla di Gemma, adolescente atipica, amante della lettura, abitante di un mondo immaginario popolato dai personaggi (ha buon gusto la ragazza) e non si accorge della cotta dell'amico di sempre, Peter. La sua vita cambia quando incontra Evan, ragazzo affascinante e criptico che si trasferisce nel suo paese. Ma la sua sanità mentale inizia a  scemare. E' convinta di vederlo nei sogni come fossero ricordi, a volte lei lo vede o nota alcuni particolari che lo riguardano ed altri no..Insomma c'è qualcosa di strano. Non per noi lettori che sappiamo. Evan accompagnerà Gemma alla morte poichè la sua ora sta per scoccare. Peccato che lei si dimostri unica, capace di vedere cose di lui che nessun umano avrebbe mai dovuto notare e che lo capisca anche senza sapere. Questo ostacolerà la missione...Come potrà Evan uccidere una ragazza che si è ritagliata un posto nel suo cuore, duro da secoli?

La trama e la storia sono il classico cliché dello young adult. Ragazza bellissima che non sa di esserlo che si innamora del ragazzo sbagliato e pericoloso che, a sua volta ,vede la sua armatura incrinarsi e fa di tutto per proteggerla nonostante la sua presenza accanto a lei significhi morte. E l'amico del cuore geloso che cerca di avvertirla. Fin qui nulla di nuovo. Anzi verrebbe da gridare Twilight da chilometri.
Però non mi è affatto dispiaciuto. E' molto descrittivo e la cosa è stata gradita. Strano, perchè io quando le descrizioni sono troppe inizio a picchiare la testa sul muro finchè non mi resta solo una goccia di sangue! E qui invece mi sono sentita cullata e condotta durante tutta la storia...
Mi spiace che il punto di vista descritto riguardi solo Evan e Gemma, limitandoci quindi a due voci narranti ed al poter conoscere in forma limitata i personaggi secondari più o meno importanti. Per quanto poi si intuisca bene la personalità. Tra le altre cose forse sarebbe stato fuori luogo un tipo di narrazione diversa in relazione alla storia.
A livello grammaticale ho trovato ben pochi errori..Per carità, ripubblicare implica attenzione ma temevo ugualmente di trovarne molti. Invece, escluso uno più importante a livello di frasi ipotetiche, per il resto sono stati più errorucci di dettaglio. O di significato.
Non mi aspettavo la rivoluzione in nessun senso ed ho trovato quello che mi aspettavo: una storia d'amore dolce e delicata, dove si lotta strenuamente per i propri sentimenti e per la persona amata nonostante le avversità e anche se la soluzione più facile prevederebbe una resa.

Ho poi affiancato la lettura ai due prequel. "Il riflesso del destino" narra dell'innamoramento di Peter verso Gemma. La storia di per sè è carina e ci fa provare simpatia per questo povero ragazzo ma finisce come se fosse spezzato a metà e non ne ritrovo il senso con la storia ufficiale. Un evento come questo dovrebbe essere riportato almeno a livello di nota.
Mentre "L'impronta del destino" mi ha lasciato entusiasta. Conosciamo Evan umano. Solo che non si chiama Evan ma William ed è figlio di una donna colta e di un falegname. Sopravvive come può e ancora non ha incontrato la sua anima gemella che potrebbe essere Lady Venetia a cui riporta una borsa che le avevano rubato. Il finale è sorprendente e ci rende partecipi dell'evoluzione celeste di Evan...

Ho buone aspettative per "L'inganno della Notte" in uscita a marzo .