17/01/18

Movie review - Coco


Ammetto che questo film quando l'ho notato l'ho snobbato. Pensavo fosse "semplicistico", di poco spessore. Invece ho fatto bene ad ascoltare vari suggerimenti dati da amici.

Il protagonista è Miguel, bambino messicano che aiuta la famiglia nell'attività di calzaturificio, attività che conducono da generazioni e perchè la capostipite fu abbandonata da un musicista che non tornò più e che doveva trovare di che sostentare sè e la figlia. Quindi a casa Rivera la musica è bandita, peccato che Miguel voglia fare di tutto per diventare un professionista e suonare. Ama la musica. Non sarà facile combattere con il clan familiare e sarà, inaspettatamente, il dìas de  los muertos a dare una mano al destino del ragazzino.

Il film all'inizio devo ammettere che mi ha annoiato, mi sembrava di non andare da nessuna parte e temevo che il lato fantasy e soprannaturale fosse ridimensionato o di poco conto, per quanto la visione fosse gradevole. Invece già quando Miguel lotta pubblicamente per la sua passione  sento il fuoco dentro.
Quando poi ci si sposta nell'aldilà e nelle scoperte che farà Miguel ci sarà una piscina di brodo di giuggole in cui sguazzare (io l'ho fatto!)! Ho anche apprezzato i ritmi delle canzoni.
E non si tratta solo di difendere le proprie passioni con le unghie e coi denti, cosa importantissima (pensavo spesso: vai Miguel! Quanto ho dovuto rompere io per poter leggere fumetti in santa pace perchè la gente "No, sono da bambini, smetti". Quindi approvo la tenacia del ragazzetto).
Viene insegnato a rispettare gli altri, ad aprirsi, a cercare le origini e le risposte.
Il messaggio principale è "non arrendersi mai", ma c'è tanto che si può prendere.
Anche a livello culturale. Se la tradizione messicana è davvero così è assolutamente più solare della nostra, in Europa. 
E l'ambientazione nell'al di là? Che figata è????? Sarebbe bello fosse davvero così. Io un pò lo spero!
Non vedo l'ora dell'uscita del dvd o della trasmissione in tv per vederlo nuovamente coi bambini!

16/01/18

Recensione di Illuminae di J. Kristoff ed A. Kaufman

Trama: Quel giorno, quando si è svegliata, Kady pensava che rompere con Ezra sarebbe stata la cosa più difficile da affrontare. Poche ore dopo il suo pianeta è stato invaso.

Anno 2575: il cielo di Kerenza, un pianeta poco più grande di un granello di sabbia coperto di ghiaccio e sperduto nell'universo, si oscura all'improvviso. Tra le esplosioni e le urla degli abitanti terrorizzati, una squadra d'assalto delle BeiTech, una potente corporation interstellare, dà inizio all'invasione. Ed Ezra e Kady, che si rivolgono a malapena la parola, sono costretti a cercare insieme una via di fuga.
Alcuni giorni dopo, però, un mortale virus mutante inizia a diffondersi a bordo di una delle navi sulle quali si trovano i due ragazzi e gli altri superstiti. Come se non bastasse, AIDAN, l'intelligenza artificiale che dovrebbe proteggerli, pare essersi trasformato nel nemico. E nessuno dei militari incaricati delle operazioni di salvataggio sembra intenzionato a spiegare ciò che sta accadendo. Quando Kady riesce ad accedere a informazioni strettamente riservate, le è subito chiaro che l'unica persona che può aiutarla è anche l'unica con la quale pensava non avrebbe più avuto nulla a che fare.
Attraverso un corposo dossier riservato composto da resoconti militari, trascrizioni di interrogatori, rapporti medici, intercettazioni, email e tanto altro, Illuminae ci parla, documento dopo documento, del prezzo della verità, di vite spezzate e del grande coraggio di eroi di tutti i giorni.

Questo libro mi è stato regalato ed aspetta da un buon lasso di tempo di essere letto.

 Kady ed Ezra sono due abitanti di Kerenza e si sono appena lasciati. Non sanno che tra poche ore la vita non sarà più la stessa e che la colonia verrà invasa, costringendo tutti ad una fuga precipitosa a bordo della Alexander, della Copernicus e della Hypatia. Questo sarà solo l'inizio di un lungo incubo.
Il tutto ci viene presentato in forma di file: una raccolta di report, comunicazioni, dati preparati. Tutti facente parte di una relazione sull'attacco e su quello che è successo dopo.
L'idea è geniale. Ho letto conversazioni tra membri dell'equipaggio, interviste a Kady ed Ezra in seguito all'attacco, mail, documentazione ufficiale, mappe e planimetrie delle navi, diari, nonchè "battaglie nello spazio" che sono da leggere coi propri occhi perchè spiegarle a parole è assurdo e pure i dialoghi interiori e non dell'intelligenza artificiale della nave Alexander.

12/01/18

Recensione de Il caffè delle seconde occasioni di Alison Kent

Trama:Kaylie ha deciso di tornare a Hope Springs, la cittadina in cui è cresciuta circondata dall’affetto di Winton e May, che l’hanno accolta nella loro famiglia come una figlia. Ora che non ci sono più, ha acquistato la casa in cui ha vissuto con loro e ha deciso di trasformarla in un ristorante, il Two Owls Café. Kaylie vuole dare una svolta alla propria vita, e vuole farlo a partire dalla passione più grande che May le ha trasmesso: preparare dolci, soprattutto brownies. Sarà Ten Keller, il tuttofare più abile della città, gentile e affascinante, a occuparsi dei lavori. Ten è subito attratto dalla nuova arrivata, ma l’animo di Kaylie è chiuso e indurito dalle esperienze drammatiche di un passato che la tormenta ancora nei suoi incubi notturni. I suoi veri genitori l’hanno abbandonata da bambina, e lei ha bisogno di scoprire come sono andate le cose. Quando anche Ten le rivela una macchia oscura nei propri ricordi, Hope Springs sembra poter diventare lo sfondo perfetto di una splendida storia di amore e di riscatto.
Per una challenge a cui partecipo sono diventata matta a cercare di capire che libro fosse quello che avrei dovuto indovinare tramite un incipit. Grazie alle mie compagne che lo hanno trovato (grazie Spacciatrice di Libri), però non mi ispirava e sapevo che avrei rischiato la lapidazione nel caso non lo avessi letto, così è finito nelle mie letture immediate.
Tutto comincia con Kaylie che effettua un pagamento (tacci sua!!! Farsi i fatti propri??XD) per rilevare la casa dei suoi ex genitori affidatari ed avviare un caffè. Da tempo il richiamo di casa era forte e voleva riallacciare un legame con la parte buona e chiara del suo passato, ma al contempo cercare la verità sul perchè la sua storia familiare sia stata tanto disastrosa e per farlo dovrà cercare informazioni sui suoi genitori che non hanno mai chiesto di lei ne l'hanno, a quanto pare , cercata. 

09/01/18

Recensione di le nostre anime di notte di Kent Haruf

Trama: È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.

Avrei voluto leggere questo libro a novembre, ma non mi è arrivato per tempo.
Se non mi fosse stato proposto probabilmente nemmeno lo avrei considerato. I protagonisti sono due anziani e non sono i miei personaggi preferiti di solito, però gli ho dato una possibilità.

L'inizio della storia è particolare. Addie, settantenne in ottima forma, propone a Louis, vedovo come lei, di passare la notte insieme e farsi compagnia. Inaspettatamente lui accetta e così inizia una routine rassicurante per i due vecchietti, nonostante all'inizio ci sia voluto un pò ad ingranare il rapporto.
Purtroppo i due abitano in un centro urbano piccolo e chiuso di mente. 
I due verranno criticati da tutti, perfino dai figli, ma i due se ne fregano e vanno avanti.

08/01/18

Recensione di Tutto Cambia di E. J. Howard - I Cazalet -Quinto volume

Trama: …E alla fine sono arrivati gli anni Cinquanta. Quest’ultimo romanzo della saga dei Cazalet si apre con una perdita significativa: la Duchessa viene a mancare. Andandosene, porta via con sé gli ultimi frammenti di un mondo che sta scomparendo: quello della servitù domestica, della classe sociale, della tradizione. È quel mondo polveroso, dalle atmosfere d’altri tempi, che ci aveva conquistati all’inizio di questa appassionante storia. Molti anni sono passati, molte vicende ci hanno fatto sorridere e commuovere, molte cose sono cambiate. Il mondo moderno si dimostra pieno di insidie, e gli uomini Cazalet si rivelano poco equipaggiati per affrontarlo e incapaci di seguire le orme del padre: la gestione dell’azienda di famiglia non è cosa facile, e ogni certezza viene meno. Nel frattempo, le donne cercano di farsi strada, ognuna a modo suo. Louise, ormai divorziata, resta invischiata in una relazione con un uomo sposato, mentre Polly e Clary faticano a conciliare il matrimonio e la maternità con le loro idee e ambizioni lavorative; Villy, da tempo abbandonata dal marito, alla fine deve imparare a vivere in maniera indipendente. Ma sarà Rachel, che ha sempre vissuto per gli altri, a dover affrontare la sfida più difficile… Nelle commoventi pagine finali, una nuova generazione Cazalet si ritrova a Home Place per Natale. Solo una cosa è certa: niente sarà mai più lo stesso.

Ed eccoci alla fine. 
Quando ho aperto il libro, la prima sorpresa  è stata: ma i capitoli sono brevi, inaudito per la Howard. E già qui dovevo iniziare a tremare. Invece mi sono goduta la lettura bella tranquilla.
Le vicende riprendono pochi anni dopo, nel dopoguerra ed è tutto vivace, eccezioni a parte (vedi Villy è l'incapacità di andare avanti).
Polly e Clary sono immerse nelle loro vicende familiari. L'una fagocitata da progetti, quattro figli ed una casa più grande di lei. L'altra annullata dalla questione economica (e la capisco molto, molto, molto bene) e che ha messo momentaneamente da parte il proprio sogno di scrittura perchè la vita familiare è bella ed appaga, ma impiega ogni energia. Quest'ultima affronterà anche un'imprevedibile crisi che mi ha sconvolto un sacco!

06/01/18

Recensione de la ghostwriter di Babbo Natale di Alice Basso

Trama: Per la maggior parte delle persone il Natale è il periodo più bello dell’anno: strade illuminate, cene in famiglia, regali da scartare. Ma non per Vani Sarca. Per lei, che normalmente odia la prossimità delle persone, il Natale è il peggior incubo che si possa immaginare. Non vorrebbe fare altro che restarsene da sola a leggere i suoi amati libri e continuare a indossare il suo look noir, così poco in tono con le tinte natalizie. Eppure una ghostwriter come lei non può mai andare in vacanza, nemmeno a Natale: c’è sempre bisogno della sua dote speciale, della sua capacità di comprendere le persone solo da un gesto, da un’inflessione della voce, da un atteggiamento. Insomma, anche sotto le feste deve vestire i panni di qualcun altro... e non di uno qualunque, ma addirittura di Babbo Natale. 

Ho deciso di concludere le festività natalizie con una recensione più adatta al 25, ma in un certo senso siamo ancora nel periodo. 
Da troppo tempo non leggevo nulla di Alice Basso ed è come bere acqua fresca dopo ore nel deserto rovente. Peccato che il racconto sia così breve, quasi una bottiglia da 0.50 cl.
La brevità però è compensata dalla qualità e  da una chicca che molti lettori hanno desiderato : Vani Sarca agli inizi, prima ancora de Le edizioni L'Erica.
Infatti, nei libri ufficiali conosciamo una Vani scafata, già avviata al mestiere, più che cinica. Ma la Vani giovanissima, bimba proprio, non me la sarei mai aspettata come regalo di Natale.
La troviamo felicissima di poter stare a casa, malata, sola il giorno di Natale che tra l'altro odia. Ma che idea ha la sua famiglia "amatissima"? Andare a trovarla perchè da sola a Natale non può stare! Chiaramente mescolando abilmente recriminazioni a finta preoccupazione. Ovvero la catastrofe! A salvarla però ci pensa una crisi dal piano di sopra che crea un parapiglia rumoroso... C'è una festicciola natalizia tra bambini delle elementari, ma uno di loro ha rubato un gioco, non si sa chi e rischiano di scannarsi anche i genitori. Pur di liberarsi della famiglia Vani è ben felice di immergersi tra gli infanti, non sapendo ancora che dovrà fare la ghostwriter per conto di Babbo Natale.
E quante risate ragazzi! Vani è nata spettacolare, c'è poco da discutere. Nemmeno mezz'ora di lettura, ma comunica più questo racconto che storie da mille e passa pagine  a volte.
Io vi consiglio di fare questo tuffo nel passato a costo zero. Sì, zero, perchè Alice Basso ci ha fatto questo regalo di Natale.

05/01/18

Movie Review: Ballerina

Che io ami l'animazione non è un mistero per nessuno e posso solo che ringraziare i giapponesi.
E' da marzo che cerco di vedere questo film e finalmente ci sono riuscita! Volevo vederlo io, ispirava mio figlio e ce l'abbiamo fatta apprezzandolo molto. Lo abbiamo pregustato tramite il libro del film, ma le pellicole animate sono migliori nella loro forma originale. La versione cartacea è per rivivere le scene più belle.
Cosa ho amato della storia?
L'animazione tardo ottocentesca, infatti Félicie, orfana francese, scappa dall'orfanotrofio assieme all'amico Victor alla volta di Parigi ognuno per coronare il proprio sogno: lei diventare ballerina di danza classica e lui un famoso inventore. I due arrivano quando la Tour Eiffel è ancora in costruzione e le cose non sono facili da subito, soprattutto per lei che scampa a varie avversità per finire ad assistere alle prove della famosa ballerina Rosita Mauri e  trovare amicizia in Odette,la sguattera della famiglia Le Haut. Grazie alla furbizia ruberà l'identità e il posto alla scuola di danza dell'Opéra a Camille, la rampolla di casa, ma il cammino sarà difficile.  Riroverà Victor (o meglio lui trova lei), stringerà altri legami e lotterà duramente per il suo sogno.
Altro punto forte della storia: non arrendersi mai, dare completamente sè stessi per raggiungere l'obiettivo e realizzare il proprio sogno, nonostante le avversità.
Poi bè le musiche, Parigi, la danza classica che è di una grande grazia come disciplina, l'agilità di Félicie e le sue improvvisazioni, la lealtà di Victor, l'antagonismo tra Félicie e Camille che c'è dalla prima volta che si sono viste in casa di lei.
Un film proprio bello sotto tutti i punti di vista e per ogni età, regala gioia, speranza e voglia di fare.