11/01/20

Recensione di Un caso speciale per la ghostwriter di Alice Basso - Vani Sarca #5 - Purché sia di serie #4

Buongiorno Lettori,

come state? E' gennaio, un nuovo anno e tutto riprende, così come nuovi progetti hanno inizio e le cose negative vengono lasciate indietro.


Riprendono anche le rubriche ed oggi tocca a Purché sia di serie, ideata da La lettrice sulle nuvole per permetterci di sfoltire la tbr, la libreria e/o terminare le molte serie iniziate e mai finite.
Questo mese io termino, a malincuore, la serie di Vani Sarca.


Trama: Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, stringe le vite di tutte le persone a cui ha imparato a volere bene. Alice Basso ha creato un personaggio fantastico. Una protagonista originale che i suoi lettori chiamano per nome come un’amica. Una protagonista che vive in mezzo ai libri, da cui ha imparato quasi tutto quello che sa. Intorno a lei, altri personaggi indimenticabili cui affezionarsi romanzo dopo romanzo. Un universo in cui calarsi per ricordarsi che il piacere della lettura è questo: una storia che incanta e uno stile impeccabile.

E così siamo giunti alla fine, il momento che, quando ci si è affezionati, si teme.
Perché non si leggerà altro della serie in questione, perché si temono i nuovi lavori, perché non si vuole dire addio ai personaggi.

Le vicende riprendono direttamente dal quarto volume, quando Enrico Fuschi compie il suo primo atto di coraggio in vita sua, ovvero difende Vani Sarca ben sapendo di giocarsi il posto di lavoro. Il problema è che scompare, letteralmente, e non si fa trovare da nessuno, probabilmente in maniera consapevole una volta realizzato il baratro che lo attende.
Inizia così per Vani, il commissario Berganza, Riccardo Randi, la stagista Olga e la segretaria Antonia una caccia all'uomo spesso dai risvolti inaspettati e tutto questo senza dimenticare che hanno un ruolo importante anche le vicende dei protagonisti principali e secondari, come Morgana che qui riveste un ruolo particolare.

Ammetto che in alcuni momenti ho temuto il flop con tutte queste ricerche che non davano risultati. Vani così tormentata e giù di morale (senso di colpa, brutta bestia, soprattutto quando qualcuno che ritieni uno squalo ti aiuta e ci rimette) e nessuna risoluzione all'orizzonte mi hanno lasciato un po' perplessa. Ma era comunque una buona scusa per leggere ancora le pagine scritte magistralmente bene da Alice Basso. E, in ogni caso, la "depressione" è stata spesso scalzata dai momenti da lettura nella mente o dalle tirate fenomenali della nostra ghostwriter che troverà le sue brave vittime.
Poi, ad un certo punto, entriamo nel clou delle vicende e lì ci divertiamo da morire perché ne accadono di ogni colore e tutti i tasselli vanno al loro posto. Non solo Vani dirà la sua ed è il pregio di questo romanzo che trovo a 360 gradi perché non cura solo la vicenda principale che, ovviamente, regge il romanzo.

Si arriva così, troppo presto (sole 384 pagine, sigh!) alla parola fine. 
Concluderei con un'esortazione: Alice, vedi di far uscire presto il tuo prossimo lavoro e che non sia inferiore a questa splendida serie che, una volta conosciuta, si rivela indispensabile. Come ha potuto resistere l'editoria italiana prima del suo avvento?
Non me ne frega nulla che non sia alta letteratura, questa serie vale ogni pagina per le risate, il sarcasmo, il realismo, VANI, per gli intrecci, per tutto!

La serie è così composta:

  • L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
  • Scrivere è un mestiere pericoloso
  • Non ditelo allo scrittore
  • La scrittrice del mistero
  • Un caso speciale per la ghostwriter



E ora vi lascio alle recensioni delle altre blogger!

8 commenti:

  1. Ho adorato tutta la serie di Vani e mi manca :'(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. <3 Guai alla Basso se ci fa aspettare troppo nuovi scritti! Anche se non sarà Vani

      Elimina
  2. Vani manca a tutti noi. Spero che Alice ci regali altri personaggi memorabili

    RispondiElimina
  3. Chi lo ha detto che non sia “alta” letteratura? E soprattutto chi è che può giudicare un testo alto o basso? In quanto lettrice AMO la Basso e Vani e poco mi interessa di chi si diverte a dare etichette ai libri! 😜😜😜

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Poco ma sicuro! Però c'è sempre il simpaticone che se non leggi Javier Marìas o qualche altro scrittore particolare, non sei nessuno. Con tutto che leggo anche quelli "alti", scelgo quel che mi pare.

      Elimina