22/01/20

Recensione de La leggenda dei quattro - Il clan dei lupi di Cassandra O' Donnel - Vol. 1

Trama: Lupo, tigre, serpente, aquila: quattro clan nemici. Gli Yokai, potenti mutaforma, governano il mondo. Maya, l'erede del clan dei lupi, e Bregan, del clan delle tigri, sono i garanti della pace, impegnati nel delicato compito di odiarsi meno di quanto disprezzino gli umani. Ma come resistere all'istinto più profondo, forte e sconvolgente, quando in gioco c'è il futuro del proprio popolo? 


Nel progetto di lettura a mio figlio maggiore la scelta è ricaduta su questo volume, primo di una serie.

Non è chiaro, all'inizio, ma ci troviamo in un mondo distopico.
L'umanità si è praticamente estinta per giocare col mondo, inquinarli e farsi la guerra. I pochi sopravvissuti vivono sotto il governo di quattro clan di uomini bestia, cioè esseri viventi in grado di mutare forma in animale: il clan del Lupi/Lupai, il clan delle Tigri/Taigan, il clan dei Serpenti/Serpai e il clan delle aquile/Rapai.
Gli uomini li temono, spesso li disprezzano anche, ma sono costretti a frequentare territori comuni. Ad esempio la scuola, frequentata dai giovani mezzi uomini.


Maya è l'erede dei Lupai e la sua strada si incrocia a quella di Bregan, erede del clan Taigan, un evento che non avrebbe dovuto verificarsi. I rapporti tra clan sono sempre molto tesi e parlarsi è proibito.
I ragazzi però non sanno che molte cose stanno per cambiare e che eventi nefasti li stanno per colpire, mettendo a rischio i delicati e precari equilibri tra clan, fragili e facili al rischio di rottura con conseguenti guerre. Sarà necessario cambiare la propria mentalità e probabilmente nemmeno questo basterà a frenare gli eventi.

Che dire?
La storia non è la quintessenza della meraviglia.
E' consigliata ad un target dagli undici anni, a mio avviso anche qualcosa in meno.
E' carina, ma punta ai fatti, poco alla costruzione degli eventi, ma forse è anche giusto così. Sono pochi i pre-adolescenti che amano le storie dettagliate e prolisse alla Tolkien, però tutto ciò secondo me toglie molto. Infatti relegare a pochi cenni il mondo devastato è riduttivo. A me non fa apprezzare pienamente la storia.
E' comunque verosimile. In un contesto simile le cose sarebbero andate come nel romanzo. Noi umani avremmo distrutto il pianeta per  vivere lamentandoci sotto i più forti che a loro volta si sarebbero fatti la guerra tra loro. Nulla di anormale, insomma.

Il ritmo è estremamente scorrevole e la scrittura semplice, non ho notato refusi o vizi di forma, quindi un'ottima lettura sotto tutti i punti di vista per un giovane, coi giusti momenti di tensione ed azione.
Peccato dover aspettare per il seguito.


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