14/03/18

Recensione di L'estate dei fantasmi di Saundra Mitchell

Trama: Benvenuti a Ondine, soporifero paesino della Louisiana in cui non succede mai niente. L’unico fatto degno di cronaca risale a molti anni fa, quando un ragazzo scomparve misteriosamente. C’è chi dice che sia affogato nel lago, chi sostiene che sia scappato lontano.

Questo posto dimenticato, popolato da ragazzini indolenti, vecchi benpensanti e manovali non offre molti diversivi per Iris e Colette. Le due amiche inseparabili si preparano a passare l’afosa estate dei loro quattordici anni fra noia e sogni di fuga dalla monotonia.

Ma quella caldissima estate, inaspettatamente, si rivela per loro piena di segreti, misteri e scoperte, tra l’emozione di esperienze normali, come il primo amore, e paranormali, poiché a Ondine il posto più vivo sembra essere il cimitero.


Anche questo è un libro che ho visto qualche anno fa. La copertina, soprattutto in estate, attira assai perchè promette frescura XD

Le protagoniste iniziali sono Iris e Colette., due annoiate quattordicenni di Ondine, Louisiana, piccolo paesino noioso e dove non succede mai nulla.
Il loro sogno è prendere la patente ed andare via, nel frattempo si divertono a giocare alle streghe.
Per non farsi bersagliare dai compagni, iniziano ad incontrarsi nel cimitero per evocare gli spiriti ed una di queste volte dev'essere stata quella buona perchè Iris è entrata, scoprirà presto, in contatto con lo spirito di Elijah Landry, scomparso molti anni fa. 

13/03/18

Recensione de Il profumo delle foglie di limone di Clara Sànchez

Trama: Spagna, Costa Blanca. il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgo nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Sa bene che le loro mani sottili e rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. A leggere dietro i loro silenzi, i sorrisi, le parole dette non dette, i regali. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime. Ma almeno fare in modo che tutto ciò che è successo non cada nell'oblio. E che il male non rimanga impunito. 

Ho questo titolo in wishlist da qualche anno. Non l'ho preso appena arrivato in biblioteca perchè all'epoca non avevo il tempo di prendere tutti i libri che avrei voluto (non che ora...).
E forse avrei fatto bene a lasciare la situazione invariata, ma è giusto fare anche "brutte" esperienze.

La storia parte da una semplice base. Juliàn è un ex internato di Mauthausen, ma anche ora che è in pensione non smette di dare la caccia ai mostri. Anche loro saranno ad un passo dalla tomba come lui, ma il desiderio di vendetta non riesce a farlo proprio morire.
I suoi ultimi obiettivi sono Karin e Fredrik Christensen, felici residenti di Dianium, in Costa Blanca e la pista gli è stata data dall'amico Salva che ormai non può più proseguire nell'inseguimento. 
Ciò che ignora è che i due vecchietti abbiano presto sotto la loro ala Sandra, giovane vacanziera incinta e che i Christensen non sono gli unici ex nazisti della zona. Non sarà facile convincere questa giovane innocente della verità benchè presto molti dettagli inizino a saltarle agli occhi.

Recensione di Monster di Christopher Pike

Trama: Angela è appena arrivata nella tranquilla cittadina di Point, per vivere con il nonno. Ma la prima, ambita, festa a cui è invitata si trasforma in una carneficina: due ragazzi vengono uccisi a sangue freddo da Mary, la sua nuova migliore amica. Perché lo ha fatto? Perché si ostina a dire che non erano esseri umani, ma mostri assetati di sangue? E perché la implora di non uscire con Jim, il ragazzo per cui Angela prova un'attrazione irresistibile? Un'antica leggenda affiora dalle acque del lago e sembra diffondere la violenza assassina come un veleno. Angela lotta contro gli impulsi più viscerali per capire chi è Jim e risolvere il mistero, ma ben presto capisce di non essere più padrona di se stessa, né del proprio corpo. E mentre si abbandona nelle gelide acque del lago, una brama divorante la possiede sempre più.

Ho notato molto tempo fa questo romanzo, la copertina mi ripugnava ed affascinava al contempo ed è in una scatola di libri che vorrei restituire e che mi furono prestati. Sarebbe anche ora di leggerli tutti!


Angela si è  trasferita durante l'estate a Point, in Michigan. Iniziata la scuola da due settimane, viene già invitata alla festa di Jim, popolare atleta della scuola nonchè fidanzato della sua migliore amica Mary.
Peccato che a quest'ultima sia venuta la bella idea di venire alla festa per uccidere lui e due suoi amici. Lui è l'unico che si salva, lei ovviamente viene arrestata ed Angela è una delle principali interrogate per via del suo ruolo di amica e per aver salvato Jim da morte certa.
Apparentemente un gesto di pazzia nato dalla possibile volontà di Jim di lasciare la sua ragazza, cela una caccia ai mostri che è difficile prendere sul serio e che Angela sarà costretta però ad accettare man mano. Infatti Jim pare invaghito di lei e ciò le darà modo di approfondire la questione.

07/03/18

Movie Review Civlità Perduta


E ogni tanto prende il matto e si scelgono film a naso, senza guardare genere, a malapena la trama...
In questo caso una vera rarità perchè  il '900 non è assolutamente un periodo storico da me amato.

Il film è tratto da una storia vera, come ho poi scoperto alla fine, ed il protagonista è Percy Fawcett, militare, esploratore ed archeologo britannico con un vero amore per la scoperta.
La British Geographical Society autorizza la sua partenza e quella di altri compatrioti per un'esplorazione del sud america, inizialmente in Bolivia, allo scopo di riprodurre carte fluviali dettagliate. I fatti hanno luogo circa nel 1905 e si protrarranno per circa vent'anni.
Le cose però vanno per il verso sbagliato e rischiano di essere abbattuti dalle frecce di alcuni indigeni e dai piranha.
La loro fuga conferma, straordinariamente, a Percy l'esistenza di una civiltà, da lui denominata Z, antichissima, molto più degli inglesi, una civiltà non primitiva.
Il suo, non scontato ritorno a casa, è accolto con gioia dalla moglie, perplessità da figlio maggiore ed assoluto sonno da parte del neonato. Ma appena tornato parteciperà ad un incontro della società per perorare la sua causa ovvero tornare e dimostrare la sua teoria. La questione susciterà un certo putiferio presso la società dell'epoca che rifiuta di crederci, ma Fawcett andrà avanti, nonostante il profilarsi di una guerra all'orizzonte.

06/03/18

Gruppo di lettura Shatter me - Recap capitoli 26- 30

Buongiorno a tutti,
allora...Ci state seguendo in questa folle avventura?
Eccoci giunti al capitolo 30. Cosa ne avete pensato finora?
Io ho letto con piacere ed apprezzato molto le tappe delle altre blogger che, puntualmente e con passione, ci hanno ragguagliato passo passo circa quanto leggevamo nel libro, fangirlando assieme. D'altrone, un gruppo di lettura a cosa serve se non anche a questo?

Ma veniamo ai capitoli di cui vi parlo oggi... Non consigliati a chi deve ancora iniziare il libro perchè chiaramente sono ricchi di spoiler e forse poco comprensibili per chi non è già dentro alla storia.

Juliette è stata costretta da Warner a toccare un bambino molto piccolo ed è in crisi in doccia. Ha rivissuto il suo peggiore incubo.
Meno male che quelle maledette telecamere non ci sono perchè piange senza ritegno e Adam, da cavaliere senza macchia e senza paura qual è, la consola.
E qui, ragazzi...Ci sono una dichiarazione ed un momento di passione favolosi! Lui brucia di desiderio e lei si sente sciogliere, ha trovato una casa, delle braccia che possono stringerla.
Trova anche il coraggio di guardarsi allo specchio. E' un'esperienza estraniante (beata lei che ha i denti dritti con le condizioni di vita che ha dovuto sopportare!).
Finalmente ha trovato chi crede in lei e la ama, si sente sostenuta, felice.
Warner però, tanto crudele e manipolatore, fa un pò la figura del fesso eh... Magari sospetta, infatti ha dei comportamenti particolari, ma per il resto sembra dormire. Ho capito che lei è intoccabile (all'apparenza per tutti), ma sembra saper fare solo 1+1 e non anche 2+2.
Adam non riesce più a sopportare i suoi comportamenti meschini e le sue avances verso Juliette e ad un certo punto esplode.
Durante una falsa esercitazione (che sia falsa lo scopriamo poi) Adam prima ci mette parecchio a rispondere al richiamo, tanto che Warner entra nella camera di Juliette e lo incita a muoversi. Poi Adam rientra e decide che è ora di dire basta. Minaccia Warner, il quale non vuole cedere di un millimetro. I due sono costretti ad usare la forza ed a fuggire in maniera rocambolesca calandosi dalla finestra di Juliette per circa 15 piani.
Nel mentre lei pensa che Warner l'abbia toccata inavvertitamente senza provare dolore e spera di essersi sbagliata.
Gli altri soldati cercano di tirarla su tramite la corda, ma lei si lancia tra le braccia di Adam e i due si danno alla macchia.
Adam la conduce nella città abbandonata fino ad un ex centrale nucleare le cui radiazioni sembrano inefficaci sui due ed hanno il pregio di annullare il siero di localizzazione del ragazzo, fornendo tempo extra per fuggire.
Nascosta nell'area nucleare, dove difficilmente Warner si dirigerà, c'è anche un'autoblindo rubata con l'astuzia che li aiuterà a muoversi più in fretta. La destinazione? La casa di Adam! Ebbene sì.. Il ragazzo ne ha una! Ed ha pure un fratello: James.

Che dire...Wow!
Io avevo già letto il libro qualche anno fa e lo ricordavo a grandi linee. Mi sono emozionata nuovamente e forse anche di più.
Lo strazio che prova Juliette dopo l'esperimento di Warner è straziante, anche il suo desiderio di morte che non verrà mai esaudito. lei è un'arma troppo preziosa.
Adam sarà troppo buono ed insipido, ma io lo adoro. Anche per me rappresenta casa, sicurezza, protezione, coraggio, iniziativa. Per Juliette probabilmente è anche di più. Ha passato una vita da emarginata, odiata, ha dovuto rinunciare a contatti umani ed affetto. E finalmente tutto questo non le è più negato.
Warner non lo sopporto. Amo il suo personaggio perchè è il cattivo per eccellenza. Può sembrare ragionevole, tranquillo e curato, ma anche estremamente pazzo. E pericoloso. Senza di lui la storia non avrebbe pepe. Però siamo agli antipodi XD
Ho amato il modo in cui la situazione si è capovolta dando una marcia in più. Ed adesso sono proprio desiderosa di proseguire nella lettura.

Mi raccomando, state con noi! La prossima tappa l'8 marzo su....Librintavola

A presto e buona lettura!


05/03/18

Recensione de Il pittore e la ragazza di Margriet De Moor

Trama: Il 6 marzo 1664 Elsje Christiaens, giovane e bella diciottenne, dolce di carattere e del tutto ignara del corso del mondo, avvolta in uno scialle, con un bauletto da viaggio ben legato al braccio, lascia le fredde terre danesi dello Jutland e si imbarca sulla Dorothe, un veliero diretto ad Amsterdam.

Il 3 maggio 1664 la ragazza viene giustiziata in piazza Dam mediante strangolamento, e il suo corpo messo in mostra sulla forca di Volewijck per essere divorato dal vento e dagli uccelli nel corso delle stagioni.

Come sovente accade, la sua triste sorte avviene per un mero capriccio del destino. Una volta ad Amsterdam, la ragazza trova rifugio in un’ambigua locanda dove alle ragazze ospiti è chiesto spesso di pagare in natura intrattenendosi con i clienti. Dopo il suo ostinato rifiuto a cedere alle avances di un cliente, la locandiera le intima un giorno di saldare il conto – un misero tallero, non di più – sull’unghia, senza proroghe, e la colpisce con una scopa. Elsje Christiaens sente divampare dentro di sé un’improvvisa, inarrestabile violenza e poi la perfetta calma con cui si annuncia sempre qualcosa di terribile. Sventura vuole che scorga un’accetta su una sedia e che con quella colpisca, ripetutamente, la locandiera.
Il caso di Elsje Christiaens, assassina per un tallero, sarebbe consegnato irrimediabilmente all’oblio del tempo, se un grande pittore, impegnato in quei giorni di maggio del 1664 a dipingere un’opera che chiameranno La sposa ebrea e che, dal XVIII fino al XX secolo, nessuno riuscirà a guardare senza «infinita tenerezza», come scrisse van Gogh, non avesse deciso di recarsi a Volewijck, e non avesse immortalato su una pergamena la sfortunata ragazza danese, ancora bella, ancora fresca e pallida, con gli stivaletti di renna ai piedi, la gonna rigonfia in corrispondenza della pancia, e le ginocchia strette dalle corde.

Basandosi su fatti realmente accaduti – Rembrandt nel 1664 ritrasse davvero in due disegni la serva danese Elsje Christiaens, giustiziata dopo essere stata accusata di omicidio –, Margriet de Moor descrive abilmente le passioni, le speranze e gli amori di una ragazza e di un grande artista, entrambi stranieri nell’Amsterdam del XVII secolo (Rembrandt proveniva da Leida), in una storia vibrante di pensieri ed emozioni.


Io amo l'arte, ma, leggere romanzi a tema, ho scoperto che non è esattamente la mia passione...
Questo sarà il terzo romanzo che leggo dove si parla quasi esclusivamente di arte ed è uno dei peggiori.
Il libro comincia con il pittore che, in passeggiata, capisce che ci sarà un'esecuzione, scopre che si tratta di una diciottenne e fa di tutto per evitare di recarsi in piazza, non è mai stata una sua passione anche se intuisce che il caso è certamente particolare.

Recensione Bruciata viva di Suad

Trama: «Nessuno può immaginare il dolore che si prova con il corpo in fiamme. Un dolore atroce, profondo, che non si dimentica più.» Suad, giovane cisgiordana, sta facendo il bucato nel cortile di casa quando sente sbattere una porta alle sue spalle. È il cognato, che le rivolge una frase scherzosa. Suad si volta per replicare ma, all'improvviso, il suo corpo è intriso di un liquido freddo che in meno di un secondo diventa fuoco. Bruciata viva, è questa la punizione inflittale dalla famiglia, lesa nel suo onore, per aver commesso il peggiore dei peccati, essere rimasta incinta prima del matrimonio. Perché nel villaggio in cui è cresciuta le donne non possono andare a scuola, non possono vestirsi come vogliono, non possono guardare un uomo negli occhi. Il loro destino è occuparsi delle mansioni più umili, al servizio di padri e mariti. Nonostante le ustioni di terzo grado che la ricoprono, Suad riesce a salvarsi. Con l'aiuto di un'organizzazione umanitaria fugge in Europa. Da qui, con indosso una maschera che protegge e nasconde il suo viso deturpato dal fuoco, racconta al mondo la sua storia, sfidando la legge degli uomini e la loro sete di vendetta. 

Qui in Europa siamo bravi con le belle parole, nel bene e nel male. L'Italia, che io vivo  di cui quindi posso parlare, ultimamente sta dando il meglio di sè col male.
Nessuno (poche persone in caso) credo possa dire di aver vissuto quel che ha vissuto Suad, nome di fantasia per proteggere la sua identità e meglio per lui. Ma sapere che lei qui nel nostro continente ed è salva, ha una vita piena, mi rincuora.

Il racconto comincia a spizzichi e bocconi sulla vita in Cisgiordania, una vita agricola, semplice, almeno nel villaggio di Suad. Sembra bello, pittoresco. Una vita naturale ed è ritenuto naturale anche che le donne siano nulla, che solo gli uomini contino, uomini che ti possono riempire di botte, se non anche ammazzarti, quando vogliono e per qualsiasi motivo, anche averci messo troppo a scaldare il tè o aver fatto cadere una goccia di latte, singola.
Basta nulla per essere definita charmuta, figlia di puttana. Anche solo alzare lo sguardo. Vietato uscire da sole, ogni passo è sorvegliato.