02/09/19

Recensione de L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso - vol. 1

Trama: Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora.

Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei.

E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili. Proprio ora che ha bisogno di tutta la sua concentrazione. Perché un'autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la polizia vuole la sua collaborazione. C'è un commissario che ha riconosciuto il suo talento unico e sa che solo lei può entrare nella mente del sequestratore.
Come nel più classico dei romanzi, Vani ha davanti a sé molti ostacoli. E non c'è nessuno a scrivere la storia della sua vita al posto suo: dovrà scegliere da sola ogni singola parola, gesto ed emozione.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è il sorprendente esordio di Alice Basso. Una voce nuova, unica, esilarante. Un tributo al mondo dei libri, all'amore che non ha regole e ai misteri che solo l'intuito può risolvere. Una protagonista indimenticabile che vi dispiacerà lasciare alla fine del romanzo.

Ho letto pochi anni fa questo volume e chissà perché poi! Se ci penso, non è la classica trama che mi ispira (che poi sotto questo punto di vista sono abbastanza imprevedibile), eppure l'ho letto e pure riletto ora, in occasione di un gruppo di lettura.
Posso solo affermare che questo amore casuale resta forte e saldo.
Vani -Silvana- Sarca è una ghostwriter torinese, nello specifico  si guadagna da vivere scrivendo libri e testi per persone che non hanno tempo o capacità di farlo.
Il suo capo Enrico Fuschi la fa dannare, ma le piace fare questo lavoro perché è maledettamente brava.
Per lei le cose si complicano quando Bianca Dell'Arte Cantavilla, autrice per cui sta lavorando, scompare. Questa vicenda mette sulla sua strada il commissario (o vice questore? Rocco Schiavone mi fa dubitare) Berganza che sembra uscito da tutti i libi gialli e polizieschi sul tema, ma dovrà destreggiarsi anche con gli incontri con Riccardo Randi, autore per cui ha lavorato e con cui, stranamente, ha avuto un ottimo feeling. Non aiuta che il giovane sia pure affascinante  e colto.
Nel quadro si inserisce anche Morgana, vicina e piccolo alter ego della nostra Vani che è uno spettacolo.

Innanzitutto adoro Vani per come è lei: sarcastica, cinica, tagliente, solitaria, intelligente e geniale. Le situazioni in cui si caccia pur involontariamente sono stupende, amo le sue idee e le sue vendette. E' un modello, al di là della sua dieta (chi ha letto capirà), per certi versi mi sento molto affine a lei, ma mi manca il cervello smisurato di cui dispone.
Questo libro è speciale perché unisce un romanzo contemporaneo, ad un aspetto delle case editrici poco noto (e l'autrice ne sa poiché ci lavora), a millemila citazioni, al genere giallo che comunque non è l'elemento centrale. Certo, ci interessa il caso, ma di più come sta Vani, cosa fa,  se ha rivisto Riccardo,quale scambio di battute ha avuto con Berganza e come questi lavora, per esempio. Come dice la Basso, ci interessa il contorno del romanzo e non solo l'indagine.
In più si parla anche di adolescenza, che non finisce mai, non per davvero, solo si impara a controllarsi, ci si fa razionali. Alcuni elementi si concentrano sui rapporti familiari, diversi, controversi. Vani, pur non avendo un cuore di ghiaccio come crede lei, sta lontano dalla famiglia per sopravvivere. Non avrà subito o patito chissà che, ma aggiungi qui e aggiungi lì e nessuno che ti veda davvero, alla lunga se ne esce esauriti. O ghostwriter indipendenti
Forse i dettagli burocratici della polizia sono all'acqua di rose, nella realtà credo ci sia più rigore per molte cose. Per esempio le indiscrezioni, anche se mirate, sulle indagini o i concorsi presi d'assalto anche per pulire i bagni delle centrali. Poi viene in mente la recente cronaca locale e qualche dubbio, effettivamente, viene sul rispetto delle procedure.

Comunque si tratta di un romanzo breve, allegro e godibile, scritto con una penna semplice eppure ricercata, offrendo un libro con davvero pochi difetti se non quello di non rientrare nei propri gusti che è legittimo. Se si cercano arguzia, divertimento ed una punta di mistero, assolutamente zero romanticismo e magari un pizzico di abile vendetta, questo romanzo è perfetto!

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