10/12/18

Recensione de La donna che rubava i mariti di Margaret Atwood

Trama: Toronto, primi anni Novanta. Tony, Roz e Charis si conoscono dai tempi dell'università e sono tre tipi completamente diversi tra loro. Ciò che le accomuna, ed è alla base della loro amicizia, è Zenia, entrata nella vita di ciascuna di loro portandosi via i loro uomini; data per, morta ora riappare più splendida e conturbante che mai. Cercando di scoprire il mistero, le tre amiche percorrono la loro storia personale, con le ferite d'infanzia che le hanno segnate.

Lettura che raramente si farebbero se non tramite i gruppi di lettura.
A volte è in positivo, altre è in negativo.
E mi sembra strano perché non è il primo libro della Atwood che leggo.

La storia comincia al funerale di Zenia, donna che ha rovinato la vita sentimentale di Tony, Charis e Roz, diventate amiche grazie/a causa di Zenia. Le quattro hanno fatto l'università assieme, ma non è stato questo a legarle.

Però forse Zenia non è così morta come sembra e gli incubi del passato tornano a tormentare le tre amiche che ci mostrano nel dettaglio, una alla volta, la loro esperienza con la "ruba mariti".
Questa donna è subdola, ma ha un gran talento ad entrare nelle vite altrui, crea un legame con "la vittima". Cosa l'abbia resa così è ignoto.
Tony, Roz e Charis non c'entrano l'una con l'altra, tranne, forse, essere mogli e fidanzate di uomini molto deboli. Tony è una studiosa della guerra, una persona minuta e riservat. Roz è una donna estroversa, forte, che si è costruita con difficoltà. Mentre Charis è una mezza hippie, una di quelle donne mezze matte che sente le vibrazioni positive e non vuole sentire la negatività in nessuna forma, crede nella bontà. Tutte però si sono fatte fregare dalla mangia uomini.
Quel che risulta evidente è che Zenia sfrutta delle similitudini con le tre per avvicinarle, invadere la loro vita e mettere le grinfie sui loro uomini.

Questa lettura per me è stata terribile, lunga, noiosa, pesante.
Qualche volta ho anche notato piccoli errori ("mi stavo chiedendo quando arrivavi", "sono contenta che sei venuta", "eravamo tutti e due convinti che era"... li ho notati alla fine , forse perché queste pagine le ho affrontate come un tour de force. Non gravissimi, però stonano.).
Personalmente in metà pagine la storia poteva essersi risolta! Certo, perdiamo i dettagli, risvolti personali e comportamentali, ma sarebbe stata una liberazione!
Di più non saprei dire perché per me è stata davvero una tortura.
A me non è piaciuto, non mi ergo sicuramente a metro di giudizio e quindi sono felice per chi ha letto questa storia ed ha passato delle belle ore, imparando certo più di me o almeno ha apprezzato la storia.
In ogni caso la complessità della storia ed il ricco stile di scrittura della Atwood non possono essere bidonati così. Due rose  saranno poche, ma non mi è proprio piaciuto.

5 commenti:

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    1. Sicuramente ! La fatica rimarrà impressa 😂 andrà meglio con qualche altro suo volume!

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  2. Non conoscevo, e a questo punto poco male.
    Peccato, perché la Atwood vorrei recuperarla tutta. :)

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    1. Mi dispiace perché finora quanto letto di scritto da lei è stato sempre un successo. Magari ho gradito piu un libro rispetto all'altro, ma non sono mai stati da bocciare.
      Non può piacere tutto, nemmeno di un autore "garanzia".

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    2. Il racconto dell'ancella e il piccolo volume su Penelope invece sono i miei preferiti. Ho provato anche Per ultimo il cuore,non male, ma mi hanno colpito di più gli altri due.

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