11/09/19

Recensione di Scrivere è un mestiere pericoloso di Aice Basso - Vani Sarca vol.2 -Purché sia di serie #2

Buongiorno Lettori,
come state?

Dopo una lunga pausa torna la rubrica Purché sia di serie, da cui latito da un pò. L'idea è di La lettrice sulle nuvole e parte dalla necessità di continuare le mille serie che ogni lettore accanito inizia.
L'appuntamento è ogni 11 del mese.
Questo mese ho scelto il secondo volume di Alice Basso che ho deciso di rileggere per proseguire meglio con la serie.


Trama: Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti.
Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l'intuito di Vani può smascherarli.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.


Questa rilettura viene dopo quella del primo volume che mi ha colpito come la prima volta se non meglio.
Ho conosciuto Vani - Silvana - Sarca, una donna acida, sarcastica all'inverosimile e solitaria che per mestiere fa la ghostwriter e sa entrare così bene nella testa altrui da saper scrivere come scriverebbero loro e la cosa ha anche portato ad un incarico per la polizia dove lavora l'affascinante commissario Romeo Berganza. 

Stavolta Vani deve lavorare per la sua casa editrice ad un ricettario, una vendetta da parte di Enrico, il suo capo editore che sa quanto lei odi cucinare, e dunque frequentare i Giay Marin, una delle famiglie più in vista di Torino dove vive la cuoca storica della famiglia, ormai in pensione, Irma Envrin. La signora Irma sembra Vani da vecchia e l'incarico sembra di colpo interessante, tanto più che Vani apprenderà rudimenti di cucina dal suo capo Berganza, oltre che muovere i primi passi in polizia e scoprire casi irrisolti, dati invece per risolti, uno dei quali si nasconde proprio in casa Giay Marin.
Il romanzo sarà ricco di elementi divertenti, come le scene tra Vani e Morgana, la sua quindicenne alter ego che vive sopra di lei e che sta sviluppando nuove passioni che coinvolgeranno la ghostwriter, ed altri più scoppiettanti come il rientro in scena di Riccardo Randi, ex di Vani nonché suo ex cliente, una faccia da sberle sagace e affascinante. Vani non ci delude mai con nessun faccia a faccia, chiunque si trovi davanti lo affronta a schermaglie verbali.

E qui mi chiedo come faccia Alice Basso a scrivere così bene. E' brillante, non lascia nulla al caso e lascia di stucco quando tutti gli elementi si allineano (nella mente di Vani prima che in quella di tutti gli altri). Hanno in senso perfino i flashback che sembrano averne solo per il momento in cui vengono inseriti.
Citazioni non ne mancano, risate nemmeno, la parte gialla è  presente nonché vendette di vario tipo.
Continuo a sentire la protagonista come una specie di alter ego perché sono acida uguale, ma con meno sprezzo del pericolo. Ma ogni personaggio è ben reso e profondo, sembra vero ed evolve durante la narrazione. Ovviamente si nota di più sui personaggi che conosciamo dal primo libro (forse molto meno Enrico). La storia comunque è sensata perché ci si muove con cognizione di causa nella Torino attuale, dunque la città non si presta solo come sfondo e c'entrano anche le tradizioni poiché il libro di cucina affronta molti capi saldi della cucina piemontese che, non descritti al dettaglio, ma certo non vengono risparmiati.
Peccato per il finale "mozzato", ma, come ormai sappiamo, la serie conta altri tre libri. C'è chi legge questa pentalogia in ordine sparso, io comunque non lo consiglio perché si perdono tante di quelle sfumature e sviluppi, difficilmente epocali, ma importanti.
Insomma, per me è una serie assolutamente da consigliare!

Nel banner tutte le altre blogger partecipanti.

10 commenti:

  1. Vani Sarca! Io la adoro!

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  2. Ho letto tutti i cinque volumi e, nonostante gli anni che passano, continuo ad avere una certezza: la Basso è incredibile, ma Vani Sarca un po’ di più! Strepitosa!

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    1. Veramente! Mi manca solo il quinto, sto leggendo il quarto.

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  3. Io ho amato tanto questa serie #teamBerganza

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  4. ah la Basso, ormai è una garanzia, inoltre non mi perdo nessuno dei suoi incontri perchè mi divertono tantissimo!

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    1. Io purtroppo devo accontentarmi dei post!

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  5. Questi libri sono uno più bello dell'altro

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    1. Davvero! E c'è chi li legge in ordine sparso, non si puòòòòò!

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