10/07/18

Recensione di Fancy Red di Caterina Bonvicini

Trama: Lindos, Grecia. È una notte d'estate. Un uomo si sveglia in una lussuosa camera da letto che non riconosce. Sdraiata accanto a lui c'è una ragazza che sta piangendo. Distesa a terra, un'altra donna. È sua moglie Ludovica: morta. «Sei stata tu?» chiede alla ragazza. «No, sei stato tu» risponde lei. Lui è Filippo, fa il gemmologo per Sotheby's. L'incontro con Ludo risale a cinque anni prima: lei, giovane e ribelle, figlia di un finanziere milanese, vuole vendere tutti i gioielli della madre, appena ereditati. Tranne uno: un Fancy Vivid Red, il rarissimo diamante rosso che porta al naso, montato come un piercing. A Filippo i diamanti piace guardarli, non possederli, è la sua regola da sempre. Ma la infrange quando si innamora di Ludo e del suo Fancy Red. Lì comincia la sua fine. Nel giro di sei mesi lui e Ludo sono sposati. Si amano molto, di un amore geloso e passionale, fatto di tradimenti veri e presunti, in un gioco erotico che li porta ai quattro angoli del mondo, da Lisbona a Cuba, dalle Fiandre all'Argentina, alla ricerca dell'avventura perfetta. Di quella notte fatale in Grecia, Filippo non ricorda nulla. Sa solo che lui e la ragazza, nel panico, si sono sbarazzati del corpo, buttandolo in mare. Ludo, per tutti, è annegata durante una nuotata. Ma dieci mesi dopo il diamante ricompare e il caso viene riaperto. Il Fancy Red è tornato, come un fantasma destinato a perseguitare Filippo e a metterlo di fronte alle sue colpe. Può davvero essere stato lui a uccidere la donna che amava? E perché? Per gelosia? Quanto tempo ci vorrà prima che il padre di Ludo e la polizia lo scoprano? Chi è davvero la ragazza con cui lui e sua moglie hanno passato la notte? "Fancy Red" è un noir hitchcockiano, un thriller psicologico pervaso da una suspense costante, una storia d'amore il cui protagonista indiscusso è il desiderio, indomabile e capriccioso come Ludo e la sua pietra.

Quanto è stato difficile leggere questo libro! Se non altro perchè sembrava impossibile o comprarlo o trovarlo, poi un evento sfortunato mi ha permesso l'acquisto!  Non tutti i mali vengono per nuocere...

Ludò e suo marito Filippo sono in vacanza in Grecia. Peccato che una mattina lui si svegli e trovi sua moglie morta. Con lui, in vita, c'è solo la ragazza che li aveva invitati nella sua villa. Lui non ricorda nulla, lei sembra smarrita quanto lui. L'unica soluzione per evitare il carcere è sbarazzarsi del cadavere ed andare avanti.
La vita di Filippo torna alla normalità, ma spenta, grigia, con uno sguardo sempre rivolto al passato ed alla sua colpa. Però il diamante di Ludò torna alla luce, così come quella ragazza e la possibilità di un arresto. Insomma, è nuovamente costretto a fare i conti coi fatti di quella notte.

Nonostante la mia folle ricerca del romanzo, io non cerco questo genere di letture e temevo una delusione. Però l'elemento che mi ha catturata subito è la voce narrante: Filippo. L'impronta che dà al testo mi ha ammaliata, a volte innervosita, ma è un discorrere tranquillo, riflessivo ed il più onesto possibile con se stesso. E' un flusso di coscienza.

Un tema su cui mi sono fatta una cultura è sicuramente quello delle gemme, che ignoravo e tornerò ad ignorare. E' chiaramente presente e prioritario ai fini della storia. D'altronde Filippo si occupa di gioielli ed un diamante rischia di metterlo nuovamente nei guai. Ma quel che mi affascina e sui cui non mi sono mai soffermata è il tema dei gioielli legato alla civiltà. Effettivamente è scontato, ma per me le gemme si limitano al contesto "roba che non mi riguarda per mille motivi", però sicuramente è di mio interesse se si citano colonialismo, sfruttamento, illegalità. Temi, insomma, di attualità e che affondano le proprie radici nel passato.

Ho poi amato la coppia Ludò/Filippo. Sono agli antipodi, tante volte mi sono chiesta assieme cosa ci azzeccassero, ma alla fine li vedi affini, ben amalgamati. A volte non si capiscono, ma sanno stare in silenzio ed al contempo a proprio agio. E che dire di Ludò e suo padre? Un riccone con la testa sulle spalle che con questa giovane donna si scioglie e di cui accetta ogni capriccio? Un rapporto padre/figlia molto tenero e raro.
Elemento che poi ho adorato è l'entrata in scena del conflitto di Sarajevo. Non dirò come né perché, farei spoiler, ma cito il fatto poiché la storia slava mi sta affascinando sempre più. Certo, la qualità delle informazioni non è al livello de La figlia di Clara Usòn, ma sono corrette e pertinenti. Inoltre, a fine testo, l'autrice allega una buona parte di testi e visioni che ha consultato circa Sarajevo, il conflitto, i diamanti e gli aspetti scomodi che li circondano.

Per certi versi, molti, è un romanzo surreale. Filippo ha reazioni opposte al consueto, che spesso ho disapprovato, soprattutto alla fine. Non è certamente il giallo tipico, non c'è un'indagine, la risoluzione è altamente casuale e, a posteriori, quasi scontata. Ma è un romanzo istruttivo e che cattura senza renderlo evidente al lettore. Si inizia a leggere e ci si trova avvinti, catturati, prede di un ragno che ha intessuto la sua ragnatela ed il risultato è accorgersene quando è troppo tardi.


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