28/03/19

Recensione di Kitchen di Banana Yoshimoto

Trama: "Non c'è posto al mondo che non ami di più della cucina..." Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, Kitchen. È un romanzo sulla solitudine giovanile. Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, che riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la grande trovata di Banana è che la famiglia si possa, non solo scegliere, ma inventare. Così il padre del giovane amico della protagonista Yūichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all'attenzione del pubblico italiano mostrando un'immagine del Giappone completamente sconosciuta agli occidentali, con un linguaggio assai fresco e originale che vuole essere una rielaborazione letteraria dello stile dei manga. 

Questa è la prima opera di Banana Yoshimoto che si impone al pubblico italiano più di venticinque anni fa, ormai.
L'autrice è, si può affermare con poco timore, una garanzia per i suoi lettori.

La storia di questo volume riguarda le vicende di Mikage, giovane universitaria, rimasta letteralmente sola al mondo nel giro di pochi anni. L'ultima parente morta è la nonna. Il lutto è devastante, ma sarà l'ex commesso fiorario, Yuuichi, presso cui l'amata anziana si riforniva, ad avvicinarsi alla ragazza. Le ha proposto, senza secondi fini, di vivere con lui e la madre finché non si sarebbe sentita forte e capace di rialzarsi dal suo dolore.

27/03/19

Recensione di La fata delle tenebre di Holly Black

Trama: La sedicenne Kaye si era quasi abituata a seguire le peregrinazioni della madre aspirante rock star da un locale fumoso all'altro. Ma adesso è tornata a vivere dalla nonna, ritrovando gli amici d'infanzia e i suoi fatati compagni di gioco, che si rivelano meno immaginari di quanto credesse. Per aver soccorso un misterioso cavaliere dai capelli d'argento, Kaye sarà coinvolta nella lotta tra il Regno delle Tenebre e quello della Luce, dove regine avide e orchi crudeli si contendono l'obbedienza delle fate dei boschi.

Era da tanto che non leggevo un libro di Holly Black e questo non è né uno dei più recenti né uno dei più noti.

Questo volume, presumo autoconclusivo, è ambientato al giorno d'oggi e la protagonista, Kaye, è una sedicenne figlia di una madre leggermente scombinata e persa dietro l'inseguimento dei propri sogni, a scapito della figlia, anche nelle sue migliori intenzioni. Il caso vuole che le due tornino a vivere dalla nonna della giovanissima, nel New Jersey.
Kaye trova Janet, l'amica di sempre, e spera di ritrovare gli "amici immaginari", ma accade di meglio. Per caso aiuta un cavaliere, sicuramente un essere fatato, trovandosi catapultata in un conflitto più grande di lei che le permetterà di scoprire verità molto speciali su di sé.

26/03/19

Rebel di Alwyn Hamilton - Lettura di Gruppo - Discussione capitoli 16-20

Buongiorno Lettori,


eccoci qui, al nuovo appuntamento del Gdl per commentare nuovi capitoli!
La storia finora, a mio avviso, è stata intrigante ed emozionante, sicuramente ben costruita e dinamica.
Avevo già letto il libro e qualcosa la ricordavo, ma posso dire che mi piace ancora di più anche se il lato fantasy fatica a manifestarsi.

Trama: Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento. Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il sultano di Miraji e il figlio in esilio, il principe Ribelle. Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifci destrieri per chi abbia l'ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell'acqua... Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.

Capitolo 16
Abbiamo lasciato i nostri protagonisti in difficoltà, Jin ferito e moribondo, Amani prossima a cedere. Quelli che la giovane crede i salvatori non sono altro che i gallan che li portano alla loro fortezza, un tempo mirajin. 
Amani viene interrogata da Dumas, sulle tracce del principe ribelle. Il militare suppone che Jin sia la chiave d'accesso al covo dei ribelli, avendo su di sè numerosi segni che ne indicano l'appartenenza, compresa la bussola che la ragazza del deserto credeva rotta e che ha portato i gallan alla meta.
Durante l'esplorazione dell'esterno del covo, Amani fugge con Jin per raggiungere quello che crede essere il vero ingresso, ma viene attaccata da uno skinwalker. Lei e Jin però non moriranno perché giunge in loro soccorso una ragazza bellissima e letale.

Capitolo 17
Amani si risveglia ed esplora la roccaforte dei ribelli, un luogo incredibile, colorato e ricco di vita.
Trova subito il principe Ahmed, Shazad, la sua salvatrice, lo sciamano Bahi che ha vegliato sul suo sonno e quello di Jin ed Imin, una demdji (mezzo umano mezzo djinni) capace di mutare forma benché sia più abile Delila, sorella di Jin ed Ahmed.
La giovane è tenuta a raccontare la loro storia ed i ribelli devono mettere in sicurezza l'oasi, soprattutto dopo che hanno scoperto la vera sorte di Dassama, distrutta da una nuova e letale arma.

Capitolo 18
Amani va a trovare Jin, ma trova Ahmed con cui ha una lunga chiacchierata, anche politica. Le spiega le origini dei ribelli e cosa vuol dire lasciare il sultano al potere. Le chiede di restare con i ribelli, al contrario di Jin che le ha nascosto tutto.

Capitolo 19
E' ora di cena ed Amani è a tavola con Shazad e Bahi. Chiacchierano amabilmente e parlano di loro, ma arriva Hala, una demdji che vuole rendere la vita difficile ad Amani perché la ritiene una codarda che ha abbandonato una demdji per salvarsi a Dassama, ma Jin interviene in difesa dell'amica.

Capitolo 20
Durante l'intervento di Jin, viene rivelata una verità sconcertante: Amani è una demdji. I toni si accendono, ma la ragazza capisce che non è una menzogna e cerca di scappare. Ahmed la raggiunge e le fa riconsiderare l'idea.

Questi capitoli sono "calmi", più lunghi e descrittivi. Le rivelazioni scioccanti arrivano all'improvviso: la scoperta della vera identità di Jin, l'ubicazione della roccaforte dei ribelli, l'entrata in scena di Ahmed, la vera natura di Amani... Ho l'impressione che tutto il libro sia un pò così, come un corridore esperto: mantiene l'andatura regolare per poi fare uno scatto. Ora però le cose sono più urgenti: ci si avvicina alla fine e si sente l'urgenza dell'azione che arriverà a breve.
I cambiamenti di cui leggiamo sono importanti ed ancora non è chiara la direzione che gli eventi prenderanno.
La scrittura però è semplice, curata e la storia è scritta con rigore, logica ed emozione. E' completa perché trovo tutto pertinente e ben scritto , ma anche sorprendente allo stesso tempo.
Jin bè, è stato una comparsata, ma Amani ha il suo caratterino ed una testa niente male.
Il covo ribelle è una grande sorpresa, ma non so che avrei preso di più a randellate tra i gallan ed Hala. Ovviamente i primi perché sono spregevoli, ma la demdji un paio di sberle se le meritava tutte, pure se di ragioni per comportarsi così ne avesse a bizzeffe e magari anche giuste.
Di Ahmed continuo a non sapere cosa pensare. Affascinante, ma non riesce ad accendere granché in me, Jin ha molto più fuoco.

A voi sta piacendo? Vi state gustando la storia? Cosa vi ha colpito maggiormente?



25/03/19

Recensione di Clandestino di Eliette Abècassis

Trama: Come nelle antiche tragedie, tutto si svolge in una sola notte e in un unico luogo, una stazione ferroviaria del Nord Europa. Lui un nomade, un immigrato clandestino che fugge da un paese in guerra inseguendo la speranza di una nuova vita. Lei lo incontra sulla banchina del treno. L'uomo viaggia senza biglietto e senza documenti, la donna, stanca e desiderosa soltanto di ritornare a casa, decide di aiutarlo. Una storia d'amore intensa ma perfettamente naturale, in cui la tensione sensuale palpabile, le situazioni rischiose sono descritte alla perfezione e l'attrazione improvvisa tra i due protagonisti sembra infrangere le convenzioni e le frontiere di un sistema fondato sul controllo e sulla segregazione. 

La mia attenzione è stata attirata dalla bacheca di una lettrice su Goodreads che lo aveva in lettura ed a questo tema sono sensibile.

Leggere questo libricino però è più difficile del previsto.
La storia sembra banale: lui immigrato irregolare si innamora di questa lei sul treno e vuole cercare di conquistarla.
Tutto il volumetto gira attorno a questi estremi, tanto che spesso devo capire chi parla. A volte lui, a volte lei, persi nei loro ragionamenti anche quando le loro strade e le loro voci si incrociano concretamente.
Il finale è repentino e scioccante, ma si parla di immigrazione in Francia e del pugno di ferro francese sul tema, molto inumano.
Si mette al centro della scena anche chi esegue il proprio dovere e perché pensa di farlo, forse solo per avere un riscontro lavorativo, passando sopra alle esistenze con cui si interfaccia brevemente.
Non manca la voce di chi è l'immigrato irregolare, il protagonista, che rischia il tutto per tutto anziché tornare al suo paese. Cos'ha rischiato a fare se deve tornare peggio di prima, un "torna alla partenza" come in un gioco da tavolo? Ha forse rischiato per niente? Mica sarebbe partito avesse avuto un'esistenza dignitosa al suo paese.
La descrizione del personaggio fa pensare ad un nord africano con antenati europei, quindi sembra una presa per i fondelli se andiamo a ragionare sui suoi tratti somatici, non è il classico "nero" come si è abituati a pensare.

Un piccolo volumetto che crea discussione, ma che si apprezza maggiormente se si ha già un pò di esperienza sul tema perché certi argomenti e meccanismi non sono così automatici.

22/03/19

Recensione di Adua di Igiaba Scego

Trama: Igiaba Scego nel suo romanzo ci racconta la storia di una donna matura, Adua, che vive a Roma da quando ha diciassette anni. Adua è una Vecchia Lira, così i nuovi immigrati chiamano le donne giunte nel nostro paese durante la diaspora somala degli anni Settanta. Ha da poco sposato un giovane immigrato sbarcato a Lampedusa e ha con lui un rapporto ambiguo, fatto di tenerezze e rabbie improvvise. Adua è a un bivio della sua vita: medita di tornare in Somalia, paese che non ha più visto dallo scoppio della guerra civile. Ormai è sola Roma (la sua amica Lul è già rientrata in patria), per questo confida i suoi tormenti alla statua dell'elefantino del Bernini che regge l'obelisco in piazza Santa Maria sopra Minerva. Piano piano racconta a questo amico di marmo la sua storia: suo padre Zoppe, ultimo discendente di una famiglia di indovini, lavorava come interprete durante il regime fascista e negli anni Trenta baratta involontariamente la sua libertà con la libertà del suo popolo. Adua, fuggita dai rigori paterni e dalla dittatura comunista, approda a Roma inseguendo il miraggio del cinema.

Romanzo a due voci, quella di un padre e di una figlia, Adua indaga il loro rapporto impossibile e ci racconta il sogno di libertà che ha consumato in modi e tempi diversi le vite di entrambi.

Ho scelto di leggere questo libro dopo aver letto un articolo sugli stranieri "italiani" ovvero su coloro che pur nati e cresciuti qui sono considerati stranieri.
Questo libro non parla esattamente di questo, ma è collegato al tema.
Infatti si intrecciano tre tempi di narrazione: la voce di Adua, la voce del padre Zoppe prima di essere padre e la voce di Zoppe quando è padre.

All'inizio non è chiaro il senso della narrazione perché troviamo Adua che trova l'atto di proprietà della casa del padre, capiamo che non è in una grande situazione economica, legata ad un marito ragazzino che a volte si chiede perché ha tirato su.
Poi si salta alla paternale del padre.
Non mancano i capitoli con la voce del padre somalo che ha provato la vita in Italia come traduttore al soldo dell'Italia coloniale e poi come traditore-traduttore durante la campagna di espansione coloniale nel continente africano tra Etiopia ed Eritrea.
L'unico comune denominatore è che sono stati fregati entrambi dalla nostra penisola, hanno un destino parallelo e sono soli. I salti temporali rendono evidenti i cambiamenti nel tempo dei protagonisti che sembrano ogni volta diversi. L'Adua ragazzina e lo Zoppe padre non hanno nulla a che vedere con la donna matura e col giovane pieno di speranze.

Questo libro parla di una vicenda inventata, ma nella maniera più realistica possibile, con meno licenze possibile.
Gli africani che hanno dovuto collaborare con l'invasore ci sono stati, lo stesso per le donne come Adua che credevano di poter sfondare nel mondo dello spettacolo benché non nella stessa situazione della somala, quindi si parla di tutti i compromessi che si cerca di accettare per cercare il successo, soprattutto se si è donne.
C'è il tema dell'infibulazione e della purezza.
Si parla di razzismo tra immigrati. La stessa Adua è una vecchia lira, non giunta per mare, ma il marito lo chiama Titanic visto che è venuto col barcone.
Si parla di tanti argomenti.
La narrazione però non mi è piaciuta. Mi aspettavo di stare male, invece è stato più forte il disgusto per quel che venivo a sapere e come. I capitoli di Zoppe padre mi hanno irritato oltremodo. 
Comunque è stata una lettura interessante anche se sofferta.

L'autrice ha nominato anche l'ebook  La negazione del soggetto migrante di Flore Murard-Yovanovitch che non sono riuscita a comprare. L'account di bookrepublic mi impedisce di reimpostare la password! Sarebbe interessante come approfondimento.

21/03/19

Segnalazione Il mistero di Virginia Hayley di Alessio Filisdeo

Buongiorno Lettori,

ogni tanto parto a segnalazioni, immagino sia chiaro, ormai!

Il 15 marzo 2019 arriva in libreria “Il mistero di Virginia Hayley”, dello scrittore ischitano Alessio Filisdeo, edito da NPS Edizioni, un romanzo fantastico che mescola storia dell’Impero Britannico, mitologia egizia ed esoterismo.
Ambientato nella Londra di fine Ottocento, dove il fantasma di Jack lo Squartatore ancora aleggia e terrorizza l’opinione pubblica, il libro segue le indagini di due improbabili compagni, decisi a scoprire ciò che Scotland Yard tenta ostinatamente di nascondere. Un investigatore oppiomane e un’elegante dama straniera dovranno destreggiarsi tra inganni e sotterfugi, passando per magioni infestate e sale da ballo, fumerie d’oppio e bassifondi, per fare luce sulla morte di Virginia Hayley.
«Con “Il mistero di Virginia Hayley” ho voluto dare vita a una sorta di grande “penny dreadful” riunendo alcune delle più iconiche creature della letteratura gotica del XX secolo - racconta l’autore - con un occhio di riguardo alle mode dell’epoca vittoriana, al linguaggio formale e a quell’affascinante atmosfera sospesa tra vecchio e nuovo, tra religione conservatrice e scienza moderna».

Trama: Londra. Autunno 1892.
Una serie di efferati delitti a sfondo rituale sconvolge la città e l’opinione pubblica.
Un investigatore oppiomane, un’elegante dama straniera, un americano dai modi spicci e un vecchio cacciatore aristocratico si ritrovano a indagare sull’omicidio della giovane Virginia Hayley, che Scotland Yard cerca pervicacemente di nascondere.
In una corsa contro il tempo, tra bassifondi degradati, sontuose sale da ballo e magioni infestate da antiche presenze, i quattro riluttanti compagni si ritroveranno invischiati loro malgrado in un inquietante complotto interno all’Impero Britannico, cercando al contempo di scongiurare il Crepuscolo di Ra e l’avvento del caos.

Titolo: Il mistero di Virginia Hayley
Autore: Alessio Filisdeo
Editore: NPS Edizioni
Genere: urban fantasy / gotico
Pagine: 194
Formato: cartaceo e digitale
Prezzo: 14 euro (cartaceo) / 2,99 euro (digitale)
ISBN: 978-88-31910-118 (cartaceo) / 978-88-31910-125 (digitale)
Uscita ufficiale: 1 marzo 2019 (ebook), 15 marzo 2019 (cartaceo).

Disponibile su tutti gli store di ebook
Disponibile su tutti gli store di libri, in libreria (distribuzione Libro.co) e sul sito NPS Edizioni.

Amazon (Cartaceo): https://www.amazon.it/mistero-Virginia-Hayley-Alessio-Filisdeo/dp/8831910116
Amazon (ebook): https://www.amazon.it/dp/B07P5W7R34/

NPS sito: https://www.npsedizioni.it/p/il-mistero-di-virginia-hayley/

Estratto:
Qualunque organo governativo rappresentiate realmente, di qualunque società segreta o circolo facciate parte, dimenticate gli accadimenti connessi a Virginia Hayley. Inseguirli, e badate che questa non è una minaccia, vi distruggerà.
Il mondo, dicono, è un luogo oscuro e crudele. Credetemi, non volete sapere quanto in realtà sia ancora più oscuro e crudele.

Biografia autore:
Nato ad Ischia nel 1989, Alessio Filisdeo vive a Barano d’Ischia.
Comincia a scrivere racconti fantasy, e a tema supereroistico, a sedici anni finché, una bella notte, non si trova ad assistere per caso alla proiezione del film culto Intervista col Vampiro.
Sboccia immediatamente l’amore per la figura del vampiro aristocratico, per il genere gotico e per i grandi classici ottocenteschi. Il passo da fan del genere a fanatico cultore è più breve del previsto.
Conclude il suo primo romanzo storico a tinte sovrannaturali all’età di diciannove anni. C’è un solo problema: ormai i “vampiri di una volta” di cui ha scritto sono passati di moda.
Ma Alessio Filisdeo non demorde: destreggiandosi tra la passione per la scrittura e alcuni lavoretti part-time (confermando quindi lo stereotipo dello scrittore perennemente squattrinato con tante belle speranze), e spaziando momentaneamente tra più generi e personaggi, aspetta pazientemente il ritorno alla ribalta della creatura dannata in tutto il suo maledetto splendore.

Per il momento ha pubblicato tre opere di genere urban fantasy, e una di genere gotico, con la casa editrice Nativi Digitali Edizioni

Recensione di L'avversario di Emmanuel Carrère

Trama: «Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano. L'inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient'altro. Da diciott'anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone di cui non sarebbe riuscito a sopportare lo sguardo. È stato condannato all'ergastolo. «Sono entrato in contatto con lui e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e di assenza. Di immaginare che cosa passasse per la testa di quell'uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni, che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che trascorreva invece nel parcheggio di un'autostrada o nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi abbia così profondamente turbato – e turbi, credo, ciascuno di noi». Emmanuel Carrère 

Che dire se non che ho i BRIVIDI?
Quando ho iniziato a leggere ho pensato ad un racconto realistico, ma al secondo capitolo ho dovuto rileggere più volte perché il registro cambia di parecchio e c'è un cambio a livello narrativo.
Se prima parla Luc, poi è la voce di Carrère a parlare e, a fine lettura, è chiaro perché.

20/03/19

Segnalazione di Un intero attimo di beatitudine di Chiara Parenti

Buon pomeriggio lettori,

il tempo è poco, ma una piccola segnalazione si potrà pur fare, no?
A me le novità piacciono e se young adult anche di più (assieme anche a temi che mi toccano o generi preferiti, il guaio di un lettore è che difficilmente legge un solo genere o tipo di libro).


Tutto parte da una domanda:

Che cos'è per te la felicità?


La felicità è un attimo fuggevole e, a pensarci troppo, svanisce. Ma può un solo istante di pura, totale, autentica gioia essere abbastanza per farci dire sì alla vita, nonostante tutte le sue difficoltà?
Esce il 26 marzo in tutte le librerie e negli store online “Un intero attimo di beatitudine”, il nuovo romanzo di Chiara Parenti, un viaggio alla ricerca di se stessi, una storia delicata e romantica, una grande e meravigliosa avventura.  

Edito da DeA Planeta, questo è il primo Young Adult dell’autrice, un libro fresco, divertente ed emozionante che ha per protagonista un ragazzo di diciotto anni, misterioso, riflessivo e taciturno che, con la sua inseparabile Polaroid, ama catturare “la bellezza che salverà il mondo”. 
“Un intero attimo di beatitudine! È forse poco per colmare la vita di un uomo?”

Nasce dall'ultima frase de "Le notti bianche" di Dostoevskij l’idea della sua storia, una riflessione sulla bellezza, su quei preziosi istanti di felicità, quegli attimi fuggevoli che anche solo per poco ci riempiono l’anima di una gioia sconsiderata, facendoci amare la vita nonostante le sofferenze che spesso ci procura.

“Il sole che ti accarezza il viso in un tiepido mattino di primavera, un bacio che ti fa perdere il fiato, una chiamata inaspettata, un abbraccio silenzioso, il primo gelato dell’estate, una canzone quando ti torna in mente all’improvviso… Spesso, infatti, sono le cose più piccole e semplici a farci battere il cuore e farci dire sì alla vita, nonostante tutto – spiega l’autrice –-. Daniel, il protagonista di questa storia, è alla continua ricerca di questi ‘interi attimi di beatitudine’, di quella bellezza vera e pura che ferma il tempo e che è qualcosa per cui vale la pena di stare al mondo. Lui lo fa perché ne ha bisogno, per un motivo particolare che scoprirete, ma in fondo credo sia quello di cui abbiamo bisogno tutti noi.”

Non avrò tempo di procurarmi Le notti bianche, anche se le ricordo vagamente quindi spero di aver scritto due righe a suo tempo per potermi gustare al meglio il romanzo.
Voi lo leggerete?

Vi lascio il link al book trailer e le notizie per un contest a tema.

Vuoi fare colazione a Firenze insieme all'autrice?
Partecipa al Foto Contest indetto da DeA Planeta! Ecco come fare:
 Scatta una foto che immortali il tuo personale attimo di beatitudine, un istante di assoluta felicità!
 Segui @deaplanetalibri su Instagram;
 Posta la foto sul tuo profilo Instagram taggando @deaplanetalibri e utilizzando l’hasthag #uninteroattimodibeatitudine.
I 15 scatti migliori, scelti dalla redazione di DeA Planeta, riceveranno un invito per una colazione a Firenze il 6 aprile insieme all'autrice!


N.B.: DeA Planeta non sosterrà le spese di trasporto per raggiungere Firenze nel caso la tua foto venisse selezionata. 

Buona fortuna!

Recensione di True Colors di Thea Harrison - Saga delle Razze Antiche vol. 3.5

Trama: Alice Clark, wyr e insegnante, subito dopo aver saputo che due suoi amici sono stati uccisi in altrettanti giorni, trova il corpo in una terza vittima, anch’essa sua amica. Arriva sulla scena del crimine solo pochi minuti prima di Gideon Riehl, lupo wyr e detective della divisione wyr per i crimini violenti… e, come Alice lo riconosce a prima vista, suo compagno.
Ma l'improvvisa connessione tra Riehl e Alice si fa complicata quando scoprono che gli omicidi sono collegati a un serial killer che ha già colpito sette anni prima, uccidendo sette persone in sette giorni. Hanno solo una notte prima che l'assassino colpisca di nuovo. E ogni segno indica Alice come prossima vittima.

Avvertenze
Questo libro contiene un sexy detective della polizia, un violento assassino e un'eroina che può mimetizzarsi ovunque...

Sto proseguendo la lettura della Saga delle Razze Antiche con alcune lettrici e blogger su Facebook, in maniera informale ed ero in ritardissimo con la lettura. Questa novella però dura il tempo di qualche battito di ciglia.

I protagonisti sono Alice Clark e Gideon Riehl, entrambi wyr, ma con occupazioni e caratteri ben diversi. La prima è un'insegnante  e il secondo un detective. Le loro strade si incrociano perché purtroppo Haley, amica di Alice, è stata l'ennesima vittima di un serial killer e Alice sembra essere la prossima vittima. Il primo incontro che hanno è traumatico, giusto dopo l'omicidio di Haley, ma è subito chiaro che Gideon non è una minaccia e che Alice non è così indifesa.

17/03/19

Recensione di Lolita di Vladimir Nabokov - L'angolo Vintage 2.0 #6

Buongiorno Lettori,
come state?

Torna l'angolo vintage e stavolta ho scelto un Classico con la C maiuscola benché sia così recente da non essere certa sei rientri nel novero a pieno titolo. Ma è certamente una lettura importante.
Per chi non sapesse cos'è l'angolo vintage è la rubrica di Chiara Ropolo de La lettrice sulle nuvole,  riservata ai nostri arretrati, libri che accumuliamo nelle più varie forme e di cui rimandiamo la lettura da settimane, ma più facilmente mesi o addirittura ANNI. Il 17 del mese ci impegniamo, senza linciare chi non riesce a partecipare, a leggere un libro "vecchio" (da cui il vintage) in nostro possesso e parlarne, con facoltà di spoiler (che se si segnala  è sempre meglio!).
L'obiettivo sarebbe di sfoltire le nostre librerie piene di volumi non letti. Che continuino a riempirsi è un dettaglio!

Trama: «Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

«Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.»



La curiosità di leggere questo libro c'è sempre stata, questa è stata anche la volta buona per leggerlo e devo sempre ringraziare uno dei tanti gruppi di lettura, nella fattispecie Sam di Leggo Quando Voglio che ne organizza tantissimi e che segue con attenzione e perizia.

Lolita di Vladimir Nabokov è notissimo, impossibile anche solo non averlo sentito nominare.
La trama si può percepire: c'è Lolita, una ragazzina di dodici/tredici anni che è l'oggetto del desiderio di un uomo adulto che ama le "ninfette", ma non tutte rientrano nel novero. Dolores Haze è la ninfetta perfetta e HH/Humbert la conosce in occasione del suo trasferimento negli Stati Uniti dall'Europa, quando il suo alloggio non è più praticabile e deve accontentarsi di una stanza presso l'abitazione di Charlotte Haze.
Inutile dire che il protagonista vive un tormento di emozioni che avremo modo di osservare lungo tutto il romanzo.

15/03/19

Samuel Artale e le ultime testimonianze dirette della Shoah

Buongiorno Lettori,

oggi sono qui a parlarvi di un tema delicato, di un passato orribile che non deve essere mai dimenticato.
Venerdì 1 marzo ho partecipato presso il teatro Aurora di Campodarsego, in provincia di Padova, all'incontro con Samuel Artale, uno dei sopravvissuti di Auschwitz-Birkenau che, all'epoca della liberazione, aveva otto anni.

Se ci si pensa attentamente ci si chiede come sia stato possibile.
La storia degli ebrei ricchi è stra nota, ma non si può sentire e la persecuzione si è estesa a tutti i diversi.
Stragi di tali portata non se ne sono quasi più registrati, però momenti brutali nella storia ce ne sono stati e ce ne sono ancora. Basti pensare alla situazione dei Balcani negli anni '90 o ai centri di detenzione per immigrati, a ciò che subiscono quando decidono di tentare il Viaggio.
Quanto è di più grave è che ci sono voluti ANNI prima che questo sterminio avesse fine, che si decidesse di intervenire ed è inconcepibile che sia potuto accadere, che tutto sia accaduto con naturalezza, che ci si girasse dall'altra parte.

Non dimenticare deve essere una PRIORITA' perché per avere un futuro e non ripetere errori occorre ricordare il passato e praticarlo. In Italia già abbiamo iniziato a dimenticare quanto accaduto 70 anni fa, a che prezzo abbiamo ottenuto diritti e doveri, cosa hanno passato i nostri antenati.
Sarà sempre più raro avere testimoni diretti come Artale. Ha ottant'anni, unico sopravvissuto della sua famiglia, è uno dei più "giovani" e capace, purtroppo, di ricordare molto.
Io spero che non ci sia stato NESSUNO indifferente alle sue parole tra il pubblico.
Se ho seguito tutto l'incontro con serietà, attenzione, cordoglio, sconvolgimento pur se molti fatti mi erano noti, sono uscita dall'incontro devastata e sofferente, ho versato lacrime.
Il freno si è rotto quando, rispondendo a delle domande, ha rivelato che sua madre è stata uccisa DAVANTI ai suoi occhi di bambino, che la sua schiena è devastata da frustate, che, le poche volte in cui ha parlato di sé, non è stato ritenuto credibile, rinunciando così a parlare per ANNI.
Una persona, come altri sopravvissuti, costretta ad indurirsi, imbestialirsi, a compiere azioni perfide o vergognose perché la morte poteva arrivare per qualunque motivazione. Per certi versi un fortunato, perché gli è stato risparmiato di essere una cavia per Mengele o un Pipel, ovvero di essere abusato.

Sono grata alla sua decisione di aver ripreso a parlare negli ultimi quattordici anni.
Le sue parole e quelle di altri sopravvissuti non devono essere dimenticate, questi orrori non devono ripetersi, dobbiamo riappropriarci della nostra umanità, amare ed aiutare.
Mai più persone devono essere perseguitate, subire violenza, venire assassinate.

La sua storia è condensata nel libro "Alla vita" che conto di leggere quanto prima ed il cui ricavato.

14/03/19

Recensione de Il bacio del serpente di Thea Harrison - Saga delle razze antiche vol. III


Trama: Soltanto la passione di un guerriero wyr può salvare la regina dalla follia...

Per salvare la vita del proprio amico, la sentinella wyr Rune Ainissesthai ha fatto un patto con Carling, la regina dei vampiri, senza sapere quello che lei gli avrebbe chiesto in cambio. Quando decide di andare a saldare il proprio debito, scopre che la donna è in preda alla pazzia.
Da un po’ di tempo i poteri di Carling sono diventati imprevedibili e hanno obbligato i suoi sudditi a fuggire terrorizzati. Ma l’attrazione che Rune prova per lei gli farà decidere di aiutarla: troverà una cura per il Bacio del serpente, la malattia che la sta uccidendo.
Mentre il desiderio fra i due si fa sempre più forte, cresce anche l’instabilità di Carling, che sta sfuggendo al loro controllo. La sentinella e la regina dovranno fare affidamento l’uno sull’altra, se vogliono sperare di sopravvivere al Bacio del serpente...

Ormai questo è il terzo volume letto con il gruppo di lettura di Fcebook.
La lettura finora non è stata eccelsa perché preferisco altri modi di narrare e generi leggermente diversi, benché della stessa area, però mi sto comunque divertendo.
Purtroppo ci ho messo più del previsto per questo volume per mancanza di tempo.

Stavolta la storia si concentra su Rune e Carling, il Primo wyr di Dragos, entrambi membri delle Razze Antiche, e la ex regina dei notturni.
Il grifone ha fatto un patto con la strega vampira ed ora è tenuto a saldare il debito.
Non si aspettava però di trovare una vampira prossima alla morte né di legarsi tanto a lei. I vampiri più longevi infatti arrivano al punto di impazzire finché la fine non sopraggiunge, ma Rune non si arrende e convince anche Carling a combattere per la propria vita.

13/03/19

Recensione di XXI secolo di Paolo Zardi

Trama: “Un futuro prossimo e dissonante, metafora di un’irreversibile crisi dell’Occidente… una scrittura aspra e controllata, illuminata da sprazzi di singolare originalità” – (Giancarlo De Cataldo)

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare. Opera al contempo intima e universale, XXI Secolo è una domanda fondamentale sull’identità e sulla capacità dell’animo umano di sondarne le profondità più nascoste; è il tentativo di comprendere quale significato possano ancora avere, negli anni che ci attendono, la parola “amore” e le sue molteplici forme. 

Quando ho iniziato questo romanzo non riuscivo a capire dove fosse la distopia. Mi sono detta:  ambientato praticamente ai giorni nostri, si parla di una madre che finisce in ospedale, dei figli lasciati alla nonna paterna, del padre disorientato e di una famiglia destabilizzata da questo evento. Dov'è che trovo la distopia , qui?
Quando poi l'ho capito non ho saputo dire se il romanzo fosse un ucronico o semplicemente un contemporaneo estremamente realistico.

12/03/19

Rebel - Deserto in fiamme di Alwyn Hamilton - Lettura di Gruppo

Buongiorno Lettori,

partiamo con una nuova avventura, leggendo la saga Rebel di Alwyn Hamilton.
Il primo volume per me è una rilettura, certo è che è una serie incantatrice e che ha qualche sapore d'oriente nella sua accezione più esotica e letteraria. Ho un bel ricordo di questa storia, un fantasy senza tanti orpelli e romanticismi, ma ricco di sostanza.


Adesso vi lascio la trama e più sotto il calendario con tutte le tappe.

Trama: Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento.

Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano di Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle. Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l'ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell'acqua... Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.


Questa è la lista dei blog:

Ci vediamo il 15 per la prima tappa! Vi invito come sempre a raggiungerci sul gruppo Fb :-)

11/03/19

Recensione di Donne per caso di Jonathan Coe

Trama: Per Maria non c'è nulla di certo. La sua vita è una sequenza di episodi accidentali. L'amicizia di chi la circonda non la smuove, e non la smuovono neppure le reiterate offerte di matrimonio da parte di Ronny, innamorato devoto. Le piace vivere dentro i confini che certamente sente come il suo mondo ma che altrettanto sicuramente sa non essere prodotto di una "sua" precisa volontà. Si laurea, si sposa, ha un figlio e continua a non capire come di quegli eventi si possa dire "la mia vita". Esiste un grimaldello capace di far saltare l'apparente freddezza esistenziale di Maria? O tutto è destinato a finire com'è cominciato, vale a dire "per caso"? "Donna per caso" è il primo romanzo di Jonathan Coe.


Onestamente ho sentito parlare di Jonathan Coe qualche mese fa e non era proprio convinta di volerlo leggere.
Mi sono fatta tentare da un gruppo di lettura a provare questo romanzo, paradossalmente il primo, anche perché molto breve.
Quel che non mi aspettavo è che potesse conquistarmi.