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30/04/14

Divergent - Il film

Ad inizio mese sono riuscita a vedere questa meraviglia che attendevo da mesi.
Beatrice sta per compiere sedici anni, età in cui si compie la scelta della fazione in cui stare. La società è divisa in Eruditi, Pacifici, Abneganti (la fazione di Beatrice), Intrepidi e Candidi. Di solito si sceglie la fazione di nascita che, durante il test che verifica l'attitudine di fazione, ma alcuni cambiano fazione ben sapendo di non poter tornare indietro.
Per Beatrice,che non si è mai sentita Abnegante fino in fondo, la scelta è più difficile perchè lei è una Divergente, Ovvero qualcuno che non si può controllare. Per questo il suo test è inconcludente e deve mantenere il segreto. Quelli come lei la società li vede come una minaccia.
Così al momento di scegliere, osa, e va dagli Intrepidi. Un cammino tutt'altro che facile ma l'unico per Tris, nome con cui si è ribattezzata. Trova amici, impara a tirare fuori le unghie. Ed un bell'istruttore non è cosa da ignorare!
La storia poi è fedelissima al libro. Ci sono pochissimi tagli o cambiamenti che non compromettono la storia. Davvero un ottimo lavoro capace di coinvolgere ed emozionare! Un pò mi spiace ma sono felice che Divergent sia sul grande schermo...Ci saranno tanto fan "meteora" ma anche altri che scopriranno l'universo di Veronica Roth e che lo ameranno!

Il libro:
Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza...

W...w...w...Wednesdays #71

Cari Lettori,

pare proprio che io sia ancora qua! Il piccolo inquilino ancora non esce...Almeno in teoria visto che ho programmato il post un paio di giorni fa! Ma Interne t no, però...Assente totale! Quello me lo stanno facendo penare ben bene...E visto che sono costretta ad astenermi, leggo un pò di più! Ed ho anche momentaneamente terminato le letture che avevo in sospeso con gli autori...Per lo meno delle opere in mio possesso. Me ne mancherebbero alcuni con cui ero in accordo di contattarli appena fossi stata più libera e con meno difficoltà per la lettura. Insomma...Un obiettivo sono riuscita a mantenerlo, di quelli prefissi prima del parto!

Le regole per commentare sono sempre le stesse... Dire cosa si è letto , cosa si sta leggendo e cosa si leggerà.

Ho letto...
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29/04/14

Non ti muovere - Il film

Dopo aver visto Venuto al Mondo di Castellitto ho deciso di fare un azzardo. Se quel film era venuto tanto bene e rispecchiava così fedelmente il libro, come poteva non piacermi questo film? Non avevo fatto i conti col fatto che non era una storia per me. Infatti il libro in questione penso non lo leggerò mai.
Tutto parte con l'incidente in moto di Angela, figlia del medico Timoteo. Durante l'intervento di lei lui ripercorre i quindici anni prima della sua nascita quando, già fidanzato con l'attuale moglie, inizia una relazione con Italia, giovane disadattata di periferia. Il principio però è lo stupro di questa donna e non è che le cose migliorino. 
L'intero film mi ha dato l'impressione di come il protagonista avesse seri problemi mentali. Altro che fare il chirurgo. Doveva vedere un buono psichiatra!
Di sicuro ho visto come il mondo possa essere pieno di brutture! Lo scontro del mondo borghese del protagonista con quello della giovane e piena di speranze Italia che viene sempre bastonata dalla vita. Un pò come a dire che chi ha il potere vince. poi Timoteo cerca anche di riscattarsi, ma gli va sempre male.
Lo dimeticherei volentieri!!!!

Il libro: 

Una giornata di pioggia e di uccelli che sporcano le strade, una ragazza di quindici anni che scivola e cade dal motorino. Una corsa in ambulanza verso l'ospedale. Lo stesso dove il padre lavora come chirurgo. È lui che racconta in presa diretta l'accerchiamento terribile e minuzioso del destino. Nell'attesa, gelata dal terrore di un evento estremo, in un salotto attiguo alla sala operatoria, Timoteo, che da anni sembra essersi accomodato nella sua quieta esistenza di stimato professionista, di tiepido marito di una brillante giornalista, di padre distratto di un'adolescente come tante, è di colpo messo a nudo, scorticato, costretto a raccontarsi una verità che gli restituisce un'immagine di sé straniata e violenta. Parla a sua figlia, parla a se stesso nel silenzio che lo circonda. Rivela un segreto doloroso che sembrava sbiadito dal tempo. Con precisione chirurgica rivela gli scompensi della sua vita, del suo cuore, in un viaggio all'indietro nelle stazioni interiori di una passione amorosa che lo ha trascinato lontano dalla propria identità borghese, verso un altro se stesso disarmato e osceno.

Recensione di Io amo un vampiro di Abigail Gibbs

Trama: Violet ha preso la decisione più difficile della sua giovane vita: rapita per aver assistito a una strage di umani compiuta dai vampiri, rimasta prigioniera perché figlia del ministro della difesa inglese, ha scelto di tradire la sua razza e rimanere con i nemici, con i non morti che nascondono la loro ferocia sotto l’apparenza di giovani bellissimi. Soprattutto uno: Kaspar, il principe dei vampiri, bello da togliere il fiato, capace di atti di crudeltà e ferocia e di momenti di dolcezza e compassione. Ed è proprio il principe la causa della scelta di Violet, che si è perdutamente innamorata di lui, nel cui petto brucia la stessa passione. Ma come possono amarsi, se le loro razze sono in guerra e se il padre di Kaspar, il re della corte vampira, ha deciso che i due dovranno stare lontani l’uno dall’altra per punire il figlio per la sua ribellione? Violet, divisa tra due mondi, ha una sola speranza, far cessare la guerra segreta che insaguina le strade di Londra. L’unica possibilità risiede nella profezia secondo la quale Nove Eroine porteranno la pace tra umani e vampiri. Che sia Violet una di esse?

Secondo volume della serie Dark Heroine, riprende esattamente da dove ci eravamo lasciati.
Violet rinuncia alla possibilità di tornare a casa e fugge con Kaspar da un gruppo di cacciatori di vampiri. Fa di più si concede al vampiro dando il via ad una serie di eventi catastrofici. La sua totale reclusione, la certezza che verrà trasformata, la lontananza forzata da Kaspar.
Quel che la sorprende è l'essersi affezionata così rapidamente a lui ed al suo mondo che fino a pochi mesi prima disprezzava fino alla morte.
Inoltre, ovunque vada e nei suoi sogni, continua a far capolino la leggende delle Nove Eroine che porteranno la pace tra le razze. 
La storia scorre velocemente. La scrittura è molto semplice ed i fatti si intersecano con facilità, con pochissime sorprese.
Se fossi stata molto più giovane avrei sicuramente trovato favolosa questa serie ma ora come ora la trovo al massimo godibile. E si capisce benissimo cosa accadrà dalla prima all'ultima pagina. 
Non mi spiace la piega che hanno preso gli eventi. Certo è che un pò di suspence in più e più contegno da parte di Violet aiuterebbero. D'altronde l'autrice ha appena 18 anni e non si può pretendere troppo.

Il circolo letterario #46 - Recensione di L'inganno della notte di ELisa S. Amore

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Per secoli, Evan James ha assolto con cieca dedizione il suo compito: accompagnare le anime dei defunti nel regno dei morti. Poi, un giorno, ha incrociato lo sguardo di Gemma e tutto è cambiato. Perché in quegli occhi ha riconosciuto l’amore: il vero amore. Non poteva permettere che lei morisse, così non ha esitato a disubbidire agli ordini e, rischiando la dannazione eterna, le ha salvato la vita. Da allora, Evan e Gemma sono inseparabili e il loro rapporto è diventato ancora più intenso. Ma un errore spezzerà quel fragile equilibrio. Spinto dal desiderio di condividere con Gemma ogni aspetto della sua esistenza, Evan le svela un pericoloso segreto… Una leggerezza che entrambi pagano a caro prezzo, quando la morte torna a reclamare Gemma. Terrorizzata, la ragazza si rifugia nella casa di Evan, mentre lui chiede aiuto alle uniche persone di cui si può fidare: Simon, Ginevra e Drake. Grazie a loro, spera di escogitare un modo per sventare quella nuova minaccia. Ben presto, però, scoprirà che non è possibile ingannare il destino. In un gioco rischioso che metterà i protagonisti l’uno contro l’altro, tra gelosie inconfessabili e oscuri tradimenti, Evan e Gemma saranno costretti a combattere contro un pericolo che li sorprenderà proprio dove si sentivano più al sicuro… A cosa sarà disposto a rinunciare, Evan, pur di proteggere Gemma? Dopo il successo della Carezza del destino, Elisa S. Amore torna con un nuovo romanzo in cui si mescolano passioni, intrighi e suspense, per una storia d'amore profonda e ricca di sfaccettature, magica e sorprendente.

L'inganno della notte è il sequel di La carezza del destino che ho recensito QUI, dove rivelavo la mia scetticità circa la capacità di stupire della storia nonchè il terrore di scoprire che fosse un flop come la prima edizione, additata da tutti come un mix incredibile di errori di ogni tipo. Mi sono però dovuta ricredere benchè la storia se la fosse presa per le lunghe.
Qui incontriamo Gemma ed Evan dopo che lei è riuscita a sfuggire alla morte che doveva infliggerle Evan grazie al suo ragazzo ed alla sua famiglia ultraterrena composta da Ginevra, Simon e Drake. E' ora tempo di godersi l'amore anche se un dubbio rimane in sospeso...Gemma è davvero fuggita alla morte o tornerà a reclamarla come la protagonista teme? D'altronde la sua sorte era scritta...
La fase "sposini in luna di miele" è forse un pò troppo lunga, ma si legge volentieri. Credo sia proprio un tratto dell'autrice amare descrivere a lungo tutto e sta alla sensibilità del lettore decidere dove questo inizia ad essere un problema. Ci viene però offerta l'occasione di conoscere molto di Evan e del suo mondo, in cui Gemma si sta immergendo man mano. peccato che lei abbia ragione. Il pericolo non è scomparso resta solo da capire da dove e come proteggersi.
Mi sarebbe però piaciuta di più una Gemma più indipendente e che cercasse di staccarsi di più da Evan per immergersi nel  mondo, ma credo sia normale che ll'inizio di un amore si viva solo in simbiosi dell'amato. Avremo però modo di approfondire il rapporto con tutti i personaggi in modo da conoscerli meglio e valutarne appieno pregi e difetti.
I colpi di scena sono molti ed abilmente descritti benchè, ad un certo punto della storia, chiunque sia capace di farsi due conti, capirà rapidamente molte cose.
Il tutto ci conduce troppo rapidamente al finale, il quale ci fa ardentemente desiderare di avere tra le mani il seguito, poichè non possiamo essere lasciati così! Nessuno spoiler, tranquilli, però la curiosità che si prova è troppa e le emozioni hanno la necessità di essere placate presto!
Un salto di qualità  molto grande rispetto al precedente volume, curato eppure ancora imperfetto. 

Il circolo letterario #45 - Recensione di Col nostro sangue hanno dipinto il cielo di Eleonora G Caruso

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Shun ha 25 anni e vive in una Tokyo vanesia e spersonalizzata. Shun è un host, uno degli accompagnatori più richiesti del Parfume, locale frequentato da uomini e donne, giovani e non, in cerca di affetto, comprensione e una parvenza di amore. Shun finge di amare le proprie clienti, e loro pagano per questa illusione. L’incontro con il giovane Toru potrebbe cambiare la sua vita, ma Shun è stanco e la sua storia, per sua stessa ammissione, è una di quelle nelle quali non aveva perso niente né imparato niente. “La maggior parte delle storie finisce così”. La Tokyo di Eleonora Caruso è malinconica e affascinante nella sua crudezza, e rappresenta con disincanto e cinismo l'immaginario pop giovanile.

Racconto recentemente edito da Speechless Book e disponibile gratuitamente QUI, è una piacevole sorpresa.
Protagonista è Shun, giovane host che vive a Tokyo. Gli host sono degli accompagnatori particolari che lavorano per far credere alle donne che frequentano i locali in cui lavorano di essere amate e capite, in un mondo che ci schiaccia. Soprattutto il mondo giapponese e di Tokyo dove conta la produttività, la carriera , tutto tranne l'amore che però si può comprare magari da un host. Questa è chiaramente una truffa, ma finchè le clienti sono felici....Non che per l'host sia meglio. Guadagna molto bene ma si debilita anche molto in fretta. E' un lavoro notturno e vi passa molto alcol, quindi sia a livello di bellezza fisica che di capacità di sopportazione si lavora pochi anni e poi ci si ritira da questo palco.Ma sesso mai. Diciamo che sono degli amanti dell'anima.
Shun è stufo, ma una piccola ventata di aria fresca viene portata da Toru, giovani studente che si lascia invischiare dalle vicende della propria famiglia, dimostrando di non avere arte ne parte ma solo una spiccia morale incapace di usare per se stesso.
Una storia cinica ma quantomai reale scritta da una penna fresca sincera. Un ritratto attuale, forse crudo però sicuramente coerente con la realtà dei fatti.

Il circolo letterario #44 - Recensione di Kyler di Paola Gianinetto

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Quando Nia scopre che la sua migliore amica Beth è in realtà un vampiro, lo shock è terribile. Ma dopo lo spavento iniziale decide di accettarla per quel che è e di cominciare a conoscere il suo mondo, di cui fanno parte altri vampiri. Tra loro c’è anche Kyler: pericoloso, affascinante e tremendamente sensuale. E Nia non può far altro che abbandonarsi all’amore. Ma il pericolo incombe su questa passione appena divampata.Il primo libro della saga Principi Azzurro Sangue, con protagonisti i vampiri di Windhill, vi lascerà con il fiato sospeso, tra incontri travolgenti, imprese emozionanti e un alto tasso di sensualità.

Ho vinto questo libro in versione ebook durante un concorso svoltosi la scorsa estate su Il magico mondo delle mie passioni di Ariel Francesca e finalmente sono riuscita a leggerlo.
Devo ammettere che inizialmente ero titubante ma mai scelta fu più felice.
La storia è "classica". Ragazzina umana, Nia, entra a contatto col mondo dei vampiri dopo essere stata aggredita dal suo ex capo nel locale della bella Beth. Le due legano presto ma il loro rapporto è messo a dura prova quando per caso Nia scopre che Beth è un vampiro. L'intera amicizia rischia di crollare ma Nia cerca di andare oltre e di accettare la natura dell'amica. Le cose vanno anche bene finchè non torna il socio di Beth, Kyler, di cui Beth l'ha informata circa la natura dissoluta e la scarsa importanza che da al genere umano.
Peccato che, nonostante il pessimo inizio del loro incontro, tra i due nasca una forte attrazione cui Nia cerca di resistere in tutti i modi e cui Kyler tenta di non sentirsene affascinato, lui, vampiro centenario e privo di scrupoli che non ha certo bisogno di farsi affascinare da una ragazzina inesperta.
Le vicende certo non finiscono qui ma non posso andare oltre o rischio di guastarvi il divertimento!
Non mi aspettavo però uno stile così fluido e scorrevole, capace di coinvolgere il lettore per tutta la vicenda che non brilla per originalità in un mercato editoriale che ha fatto il pieno di storie a base di canini, sangue ed amore. Le capacità dell'autrice però rendono questo dettaglio superfluo e la storia perfetta.
Sono assolutamente curiosa del seguito!

28/04/14

Il circolo letterario #43 - Recensione di Love Game di Rossella Leone

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Quando Katia, un po’ controvoglia, segue l’amica Ylaria in un’inaspettata vacanza in montagna, è davvero convinta che in quel piccolo chalet tra i monti, lontano da tutto e tutti, trascorrerà una tranquilla, rilassante gita, dimenticando i propri guai.
Le sue speranze crollano rapidamente non appena scopre che l’amica ha “inavvertitamente” tralasciato di dirle alcuni insignificanti dettagli.
Cose piccole piccole, del tipo: che nello chalet è previsto un gioco di ruolo: il Love Game, una sorta di recita a soggetto, a cui tutti i villeggianti devono obbligatoriamente partecipare. Che solo ad alcuni di loro (detti Ranger Love) toccherà orchestrare (senza farsi scoprire) bollenti incontri amorosi o, al contrario, scatenare odio tra i concorrenti. Che il premio in palio per la squadra vincitrice è (rullo di tamburi!!!) una lussuosa vacanza per due negli alberghi più chic d’America (un loro vecchio sogno).
Che dietro quella folle trovata ci sia lo zampino di Ylaria? Katia ne è certa, così come sa che, arrivata a quel punto, non può più tirarsi indietro. 
In fondo oramai è in gioco… tanto vale giocare no?

Romanzo definito chick-lit e che è anche un mix tra romanzo rosa e giallo. Giallo perchè Katia si trova coinvolta dall'amica Ilaria in un gioco in uno chalet di montagna in cui ci si deve fingere un altro per cinque giorni. Peccato che la ragazza scopra tutto al suo arrivo nel luogo. Ogni partecipante riceverà un compito. C'è chi sarà, di nascosto, un Ranger Love, ovvero un soggetto che dovrà seminare zizzania, fare conquiste o fare da Cupido e semplici attori. Per questo ognuno di loro avrà un nome in codice e la descrizione di chi dovrà essere.
Inizialmente Katia vuole andarsene, ma le pronte ed acide risposte di Marta/Sofia accendono un pochino la competitività che c'è in Katia. Anche perchè scopre che il premio per i vincitori è un viaggio a New York e la ragazza sogna da anni di andare negli States. Ecco perchè Ilaria voleva che partecipasse! Per dimenticare la delusione amorosa e per realizzare il loro sogno.
Ma partecipare al gioco e realizzarne gli obiettivi è durissima. Soprattutto per chi, come Katia, non sa mentire ne recitare. Si troverà spesso in situazioni imbarazzanti e ben poche volte si sentirà a suo agio.
Man mano che si dipana la storia si scopre che il Love Game è una copertura per qualcos'altro ma le regole del gioco restano valide...
Come sospettavo questo romanzo non faceva proprio per me. Finchè non sono arrivata alla fine, ho voluto spesso mollarlo. Non mi ritrovavo nella storia, nei personaggi. Ogni due pagine mi chiedevo chi me lo facesse fare o come potesse essere verosimile (vedrei la situazione adatta più alla tv che non ad un libro), ma quando le cose si sono fatte interessanti mi sono trovata coinvolta dalle vicende ed ho fatto una bella corsa sino al finale che ha, appunto dimostrato, di essere l'elemento "del giallo" in tutta la vicenda.
La storia pare narrata senza un filo conduttore potente,saltando all'apparenza di palo in frasca, ma tutti i pezzi trovano poi il loro posto ed il disegno che ne esce non potrebbe essere più adatto. Certo, se si è fan di romanzi rosa, intrighi e televisione la passione è assicurata ma è comunque una piacevole lettura.

Oliver Twist - Il film

Oliver Twist è tratto dall'omonima opera di Charles Dickens e narra la storia di un ragazzino orfano, Oliver appunto, che viene affidato ad una famiglia per aiutarla come sguattero. La vita però è dura. Il padrone è buono, ma comandano la moglie ed il figlio ed è l'inferno. Un giorno, al colmo della sopportazione, fugge e compie il viaggio fino a Londra. Rischia quasi di morire ma ce la fa e si imbatte in un gruppo di ladruncoli capitanati da un vecchio che lo accolgono nel gruppo e gli insegnano il mestiere.
La vita procede bene ed il piccolo si sente parte di una famiglia finchè, accusato ingiustamente di un furto, non viene tirato fuori dai guai dal signore soggetto del misfatto e che lo accoglie in casa regalandogli l'opportunità di crescere accudito e di venire istruito.
Le cose però non sono destinate ad andare bene e viene riacciuffato dai ladruncoli che vogliono far si che Oliver non torni più li se non per rubare.
La storia è sicuramente più lunga nel libro ma il film è un monumento alla capacità di non arrendersi mai e di non rinunciare all'onestà- Tante cose possono andare male ma arrendersi non è mai una soluzione. Bisogna lottare anche sapendo che forse si fallirà.
Musiche e sceneggiatura rendono la visione perfetta. Sembra proprio di respirare l'atmosfera del tempo!

Il libro:
"Oliver Twist", la storia di un bambino intrappolato nella malavita londinese vittoriana, uscí a puntate nel 1837-38, consolidò la fama dell'autore ed è, senza dubbio, uno dei piú popolari fra i suoi romanzi. Con "Oliver Twist" Dickens dimostrò che si poteva "servire la morale" mediante una storia con "personaggi scelti tra i piú criminali e degradati della popolazione londinese"; riuscendo a far sopravvivere il candore e la fragilità. Le avventure del piccolo Oliver, nato in un ospizio, maltrattato in un'impresa di pompe funebri, reclutato a Londra da una banda di ladri (che non riconosce come tali), non sono solo una superba galleria di celebri figure dickensiane (Fagin, il capo della banda di giovani delinquenti, il ladruncolo Jack Dawkins, l'assassino Sykes, la prostituta Nancy, il misterioso e malvagio Monks), ma anche un magnifico racconto sull'innocenza oppressa e uno splendido ritratto di un mondo e di un'epoca. Molto si è detto sulla fascinazione che suscita questo romanzo, a dispetto delle forzature sentimentali e delle tendenze filantropiche; ma i drammatici segreti che stuzzicano l'intreccio e le vivaci e allucinate descrizioni dei bassifondi di Londra ne fanno uno dei duraturi segni del talento narrativo di Charles Dickens.

Il circolo letterario #42 -Recensione de Il desiderio di Alina di Fiorella Rigoni

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Alina e Marco sono due vampiri e stanno insieme per convenienza.

Marco è schivo e riservato e ha escogitato un metodo alquanto fantasioso per procurarsi il sangue che gli serve per sopravvivere, evitando in tal modo di palesare l’esistenza della sua specie al mondo.

All’inizio Alina si unisce a lui, intrigata da quella trovata, ma la noia è dietro l’angolo. L’emozione della caccia, il rincorrere la preda e sentire il sangue caldo rifluirle nella gola le mancano. In balìa dell’insofferenza, il desiderio di ritornare alla sua vecchia vita diventa impellente, tanto da farle prendere in considerazione l’idea di lasciare Marco. Si rassegnerà il bel vampiro a lasciare andare Alina per la sua strada?


Personalmente mi aspettavo di più da questo racconto. Alina è una vampira che per convenienza fa coppia fissa con Marcus, sagace vampiro che per evitare rischi organizza al dettaglio il loro modo di nutrirsi, anche in maniera scenica , oserei dire. Insomma i due sono l'antitesi...Raziocinio ed Istinto, Calma ed Irruenza.
Ma per Alina tutto ciò è noioso e continua a cercare un modo per mostrare al suo Marco quanto possa essere eccitante la caccia che a lei manca terribilmente, quelle sensazioni per cui un vampiro vive. E chissà che una via per convincerlo non la trovi...
Racconto molto breve con esito ben intuibile. Non mi ha dato più di tanto. Speravo in qualche pagina in più ed in qualche azione più concreta ed emozionante. Un peccato ma sicuramente ci sarà chi saprà apprezzarlo più di me.

Il circolo letterario #41 - Recensione di Fiabe Oscure AAVV

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.
Trama: L’antologia non è adatta a un pubblico infantile e offre una generosa scelta di stili e generi. Si passa dalla narrazione gotica a quella marcatamente horror, se non addirittura fantascientifica. Tredici racconti (numero da brivido, come tradizione vuole) per rivisitare altrettanti classici della tradizione popolare. Gli autori hanno utilizzato gli archetipi della fiaba rielaborata, inserendoli in un contesto nuovo. Questa trasposizione ha originato nuove soluzioni alle fiabe, più affini al nostro modo di sentire. Ne consegue che, nonostante la connotazione gotica, tutti i personaggi sembrano paradossalmente più umani, le azioni più giustificate e le motivazioni più comprensibili rispetto a quelle delle fiabe originali. Il che significa che i nuovi cantastorie hanno operato sull’archetipo esattamente come i nostri progenitori, adattandolo alle nuove situazioni socio culturali.

Fiabe oscure è un'antologia complessa che rielabora le fiabe più conosciute e i racconti popolari più diffusi in chiave moderna e, a seconda del caso, in maniera gotica o horror.
Dalla sirenetta alle scarpette rosse al pifferaio magico ai mostri nell'ombra vi sono varie interpretazioni magistrali.
Ogni racconto è coinvolgente e particolare. La nostra cnosciuta Disney ci ha spesso fatto intendere finali rosa e fiori benchè un pò maschilisti. I racconti popolari ed i fratelli Grimm non sono così buoni e nemmeno questi autori. Le storie sono sicuramente più ancorate alla realtà, alcune sono ambientate in ambito futuristico, altre palesemente ai giorni nostri, altre in epoche che potrebbero essere attuali o passate ma sono indiscutibilmente adattate ai tempi. Insomma, basta crinoline, merletti ed urla da damigelle. I finali non hanno proprio nulla di dolce e di felice e contento ma sono originali, talvolta più classici, altre volte sconvolgenti e forti. La cosa certa  è che non dobbiamo mai abbassare la guardia. O potremmo ritrovarci a vivere le situazioni dei protagonisti....Siete avvisati!
Un'opera "col botto" da consigliare vivamente ai fan delle rielaborazioni di fiabe e racconti che non rimarranno delusi.

Gli autori:
Mario De Martino
Claudio Cordella
Daniela Barisone
Alexia Bianchini
Rigoni Fiorella
Fabrizio Fortino
Nicola D’onofrio
Simone Colaiacomo
Sabrina Rizzo
Connie Furnari
Paola Boni
Anna Grieco
Lorenzo Crescentini


Il circolo letterario # 40 - Recensione di La capoclan di Anna Grieco

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Diviso in due fasi distinte, nei primi due capitoli la protagonista, Johanna, pentatleta italo-scozzese, si presenta come una qualsiasi ragazza moderna, con sogni e ambizioni. Ogni prospettiva cambia per lei quando parte per la Scozia, in visita all’adorata nonna. Lì il suo destino, preannunciato da sogni ricorrenti, si compie.
Nel corso di un’eclissi di sole nei pressi dell’ara celtica di Clava Cairns, a Inverness, Johanna viene risucchiata all’interno di un cerchio di pietre di antichità immemorabile, ritrovandosi catapultata indietro nel tempo di circa otto secoli, precisamente nel 1204. Soccorsa da Sir Nigel, un nobile cavaliere inglese, si ritrova oggetto delle mire oscure di Sir William De Burgh, tirapiedi di Giovanni Senza Terra.
Dopo una serie di rocamboleschi colpi di scena sarà costretta a fuggire, accompagnata da Elizabeth, sorella del suo salvatore. Quando ormai pare che la resa sia inevitabile, l’intervento di un manipolo di guerrieri scozzesi, guidati da Colin Mackenzie, evita loro la cattura. Quando gli occhi violetti di Johanna si posano sul possente guerriero che le sta dinanzi, lo stesso uomo che per tante notti ha popolato i suoi sogni, è il suo cuore a venire preso in trappola. Tra loro è subito invincibile attrazione, ma l’orgoglio e la cocciutaggine di entrambi diviene motivo di violenti scontri di personalità che sfociano inevitabilmente in una sfrenata passione.
Tra le mura di pietra di antichi castelli si dipanano le vicende di un amore avvincente e tumultuoso, un amore deciso dal Fato, un amore oltre il tempo…
Johanna è una normale studentessa universitaria con la passione per gli sport olimpionici, cui tra l'altro da evidenti manifestazioni alle Olimpiadi. Durante un viaggio dalla nonna scozzese si trova catapultata nel passato, nelle terre e nelle storie in cui avrebbe dovuto vivere la sua antenata. All'inizio non capisce dove sia finita e crede che coloro che incontra siano degli uomini in maschera. Quando la verità le si paleserà scatterà il panico ed il timore di non poter tornare indietro. Per fortuna viene soccorsa da Sir Nigel e stringe amicizia con la sorella Elizabeth. I guai però non sono finiti...Giovanni Senza Terra, si invaghisce della bella ragazza che gli nasconde le sue origini scozzesi. La situazione precitpita e le due ragazze sono costrette alla fuga e tratte in salvo dal capo del clan scozzese MacKenzie, Colin.
Johanna e Colin si scontreranno spesso, ma sotto il magma si nasconde una forte passione che loro ostacolano nella sua manifestazione.
Il volume è scorrevole benchè discretamente prevedibile. La storia però si legge velocemente ed appassiona il lettore che vuol capire cosa succederà e come Johanna si sbroglierà dalle situazioni in cui si immischia. Di sicuro è divertente leggere di una donna moderna catapultata nel passato e che sconvolge tutti col suo carattere focoso e ribelle, consapevole di essere sempre ad un passo dal farsi ammazzare in questo modo!
Mi sarebbe piaciuto essere più coinvolta negli ambiti storici, ma forse il brodo si sarebbe allungato troppo.
Il finale però è atipico nel suo genere e vale la pena vedere coi propri occhi come termina la storia.

Il circolo letterario - #39 L'anima tra le Aquile - L'onore del sangue di Antonio Renna

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Helcolai è un ragazzo di umili origini che, a causa di un evento potenzialmente infausto, riuscirà a coronare il suo sogno: entrare nell'Ordine dei Dragoni Bianchi, un'elite di guerrieri asceti. I quattro anni di Noviziato, imbevuti di spada e preghiera, lo cambieranno radicalmente facendolo crescere anzitempo. Nell'Ordine ritroverà se stesso e la forza di annegare un dolore che lo ha segnato per il resto della sua vita.

Ho letto questo fantasy con ben poche aspettative. Per quanto sia un genere che io apprezzi, mi sono resa conto di avere meno passione rispetto ad un tempo per la sua versione classica, come in questo caso dove però i forti elementi medievali si fanno sentire con insistenza fornendo una forte impronta storica.
Helcolai è un ragazzo di bassa estrazione sociale che, grazie alla sua sagacia e velocità nello sventare un attentato al re scoperto per caso, si ritrova ad avanzare la richiesta di ingresso nell'Ordine reale dei Dragoni Bianchi, privilegio di norma riservato ai nobili.
L'impresa sarà ardua e lunga, un Noviziato di quattro anni in quest'ordine è duro e irto di ostacoli ed il protagonista ne uscirà profondamente mutato.
La narrazione è ottima. Peccato vi siano ben pochi colpi di scena. Il maggior pregio dell'opera è la descrizione di ogni aspetto di questo mondo: geografia, cultura, società....Ma la storia? Ve n'è ben poca e l'impressione è che sia interrotta a metà. Avrei voluto qualcosa di più oltre alla forma, ma ciò non vuol dire che la storia non sia da apprezzare, anzi! Mi auguro che l'impegno profuso in queste pagine potremo ritrovarlo in una versione più estesa e ricca di eventi della storia stessa o di altro racconto che l'autore ci proporrà.

Il circolo letterario #38 - La stanza rosa di Angela Meloni


Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.





Ho letto questa serie di racconti d'amore di cui mi aveva parlato direttamente la scrittrice Angela Meloni con cui avevo avuto contatti tramite mail e facebook. Però non mi hanno comunicato assolutamente nulla. Anzi spesso mi sono parsi poco reali o troppo costruiti sin dalla prima storia in cui un ragazzo viene aiutato da una sensitiva nel suo obiettivo amoroso.
Sì, il filo conduttore è l'amore. Amore per chi non c'è più, amore non corrisposto solo in apparenza, amore aiutato, amore materno e coniugale. Le tipologia di amore offerte sono vaste ma secondo me poteva essere fatto di meglio. Ed ho trovato eccessivo leggere una prefazione ed una postfazione per una serie di racconti.
Per quanto io stessa sostenga che questo mondo si privi sempre di più dei sentimenti, che li soffochi, facendo intendere che c'è di più importante non ho trovato l'esplosione del messaggio che queste storie avrebbero potuto regalare. Spero che ci sia qualcuno più aperto di me.

Recensione de La cacciatrice di fate di Elizabeth May

Trama: Lady Aileana non ha paura della notte: è nelle pieghe del buio che può compiere la sua missione. Non ha paura degli stretti vicoli di Edimburgo e dei pericoli che vi si annidano: è lì che può trovare le sue prede. Perché Aileana, giovane figlia del marchese di Douglas, nasconde un segreto: se di giorno è una perfetta gentildonna del diciannovesimo secolo, alle prese con gioielli, vestiti e feste scintillanti, di notte è una spietata cacciatrice di fate. Tutto è iniziato un anno prima, la sera del suo debutto in società: la stessa, tragica sera della morte di sua madre, uccisa da un essere soprannaturale. Da allora, Aileana sente dentro di sé una voce selvaggia che la sprona alla vendetta. Da allora, ha intrapreso un duro addestramento per imparare a combattere le fate: creature assetate di sangue che si nutrono dell'energia vitale degli umani. È stato Kiaran, il suo affascinante maestro, a fare di Aileana una guerriera, allenandola alla battaglia. E sarà lui a farle scoprire lo straordinario destino che l'attende. Perché Lady Aileana è l'ultima cacciatrice di un'antica stirpe, l'unica in grado di proteggere l'umanità la notte in cui tutte le fate si risveglieranno. La notte, ormai imminente, del solstizio d'inverno.

Chi ha nostalgia delle fate di Melissa Marr e non vuol saperne di fatine delicate qui si sentirà rassicurato.
Lady Aileana è una spietata cacciatrice di fate sin dal giorno in cui sua madre è stata uccisa da una potente esponente di questa specie. Ha trovato in Kiaran, fata dagli strani istinti omicidi verso la sua specie, che insegna tutto ciò che sa alla ragazza al fine di uccidere gli esseri fatati e la rifornisce di quell'elemento indispensabile per vedere le fate, un particolare cardo,poichè lei non ha la vista. Ciò che la contraddistingue è la particolare propensione alla tecnologia che le permette di creare armi speciali.
Peccato che viva nell'800, secolo assai poco permissivo con le donne. Infatti di giorno deve fingersi nobildonna e di notte rivela la sua vera natura. Anche se, la società la vede come un mostro. Nessuno sa della sua attività ma tutti sanno che la madre è stata brutalmente uccisa e lei è la prima sospettata. Deve comunque dimostrare di essere a modo come ogni signorina di buona famiglia. Insomma, la vita con lei non è facile...Meno male che la spalleggia Derrick, una piccola fata che vive nel suo armadio e che chiede in cambio solo del miele per i suoi servigi!
Le fate non sono mai state così pericolose, soprattutto se aggiungiamo che per qualche strano motivo paiono aumentare a dismisura e colpire sempre più gli umani.
La narrazione è avvincente. Uno stile di scrittura abbastanza descrittivo e soprattutto pulito e scorrevole. Ogni personaggi è credibile e ben caratterizzato.
Di sicuro però la May è crudele e non poco. Infatti il finale si interrompe nel bel mezzo dell'azione e noi rimarremo a bocca asciutta almeno per un anno! L'unica speranza è che non ci siano problemi di pubblicazione...Soprattutto da noi che ormai siamo maestri in tema!

16/04/14

W...w...w...Wednesdays #70

 Buongiorno Cari Lettori,

man mano si recuperano gli arretrati! Qua l'allergia mi fa impazzire e non sopporto più la pancia formato mongolfiera...Per fortuna il tempo sta per scadere anche se inizierà un ciclo più impegnativo...

Le regole per commentare restano le medesime. Basta dire cosa si è letto, cosa si sta leggendo e cosa si leggerà...

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La stanza rosa di Angela Meloni - ecco il link della recensione

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E voi? Cosa vi riserva la primavera? 

15/04/14

Il circolo letterario # 37 - Lacrime di sangue di Anna Grieco

Ecco l'ennesimo appuntamento de “Il Circolo Letterario”, un piccolo spazio dedicato al nostrano e magari a quegli autori poco conosciuti sia perchè datati e non famosi sia perchè autopubblicati che hanno deciso di affidarsi a questo nuovo mondo anziché all'editoria a pagamento o proprio perchè vi si sono scontrati contro.

Ultimamente ho letto qualche romanzo italiano deludente stra sponsorizzato da editori conosciuti. E quindi doveva essere “garanzia di successo”. Peccato fosse un obbrobrio. Capita invece che i romanzi autopubblicati cadano molto dietro le quinte quando invece si può trattare tanto di perle di valore che di lavori mediocri ed entrambi dovrebbero avere la possibilità di saltare agli occhi.

Io mi auguro per lo meno, per coloro di cui parlerò, di destare interesse nel lettore e di far conoscere tali autori che non sono sotto ai riflettori. E nel caso siano autori più noti che la recensione sia gradita per la catalizzazione di attenzione su questi autori.

Trama: Nikos, grande eroe greco che partecipa alla spedizione contro Troia, una notte viene trasformato in vampiro da Empusa, figlia di Ecate. Maledetto dalla vampira immortale, perché si rifiuta di condividere con lei il proprio destino, all’improvviso il guerriero si ritrova senza né più anima né affetti. L’ira della dea si abbatte sul suo villaggio, non risparmiando uomo, donna o bambino.
“Solo l’amore di una donna che ti amerà nonostante la tua oscura natura, potrà restituirti una vita da mortale” gli rivela Empusa.
Ci vorranno tremilacinquento anni prima che Katherine, la predestinata, incroci il cammino di Nikos. Tre millenni prima che il Fato finalmente si compia…

Anna Grieco unisce fantasy ed antica Grecia in un breve racconto. Nikos, eroe greco, viene maledetto da Empusa a vivere come vampiro finchè non troverà il vero amore. Serviranno tremilacinquecento anni, ma non calcola che le cose non saranno così facili. Empusa è peggio di Lucifero e nasconde davvero bene le sue carte e le sue intenzioni verso Katherine e Nikos.
Racconto gradevole ma così breve da risultare soddisfacente a metà. Tutto troppo rapido e lineare,i personaggi sono presentati rapidamente, Katherine accetta troppo facilmente la natura di Nikos, poche difficoltà per ogni personaggio. Avrei voluto più ostacoli invece di un rapido finale, ma sono certa che le cose sarebbero andate diversamente nel caso di un racconto più lungo. Non posso dire però che non mi sia piaciuto. La storia di questo eroe greco, pieno di principi e restio a cedere agli istinti più bassi, è avvincente così come la dedizione di Katherine e la rievocazione di elementi greci che ci regalano "miti" con esiti diversi e meno tragici.