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26/07/17

Recensione di Crimini Italiani di AAVV

Trama: Al nuovo appuntamento con i lettori, Crimini raccoglie le storie originali e inedite di alcuni tra i maggiori narratori italiani. Spaziando dal Piemonte di Giorgio Faletti al Nord-Est di Carlotto, al Sud di Carofiglio e De Silva, dalla Genova del contrabbando di Giampaolo Simi alla Matera al centro dell'industria del porno di Sandrone Dazieri, undici scrittori mettono a nudo l'Italia dei nostri giorni, esplorandone i lati più oscuri e l'anima profonda: l'Italia che è sotto i nostri occhi, quella che non fa nulla per nascondersi, l'Italia delle scorciatoie e dei suoi miti corrotti, quella dell'arricchimento individuale e quella del disprezzo del lavoro. Gli scrittori osservano, e raccontano tutto. 

Crimini italiani è la seconda raccolta di racconti di autori noir nostrani. Ero piuttosto nervosa all'idea di iniziarla. Pur non disprezzando il genere, il noir non è il mio mondo e le raccolte di racconti ancora meno. Ma ogni tanto occorre mettersi in gioco.
Ho apprezzato molto la nota introduttiva di De Cataldo, curatore dell'opera, perchè afferma che non è vero che gli italiani siano un popolo diviso. Quel che ci unisce è il  crimine. E sfido io! Dal criminale al refrattario alle regole praticamente ogni italiano compie "crimini".
La rosa offerta dai racconti è piuttosto ampia. 
In Neve Sporca di De Cataldo si intreccia il punto di vista dei criminali, dei malcapitati e delle forze dell'ordine e noi lettori abbiamo l'ansia poichè disponiamo di molti elementi. E' un bel racconto, ma che ho trovato confusionario visto che ad ogni capitolo non sappiamo chi parlerà.
In Little Dream di Carlotto trovo un racconto ricco di perizia ed istinto. L'ispettore Campana è fenomenale perchè sa il fatto suo, ma vuole anche fare come dice lui e ciò non coinciderà sempre con la legge. Fa un bel contrasto con Serenella Zanetti, a lui affiancata per il caso non ufficiale che sta seguendo e che svela un'Italia oscura anche nel mondo pulito (si fa per dire) dell'alta finanza.
In La doppia vita di Natalia Blum di Carofiglio mi ha colpito davvero tanto. Questo redattore è cinico, ha scritto un libro dove consiglia come scrivere un romanzo e passa il tempo a scartare quelli che gli arrivano. Una sera, dopo una presentazione, una ragazza gli dà il suo. Lui lo adora, le propone un contratto e lei...Sparisce. E lui è inquieto, ci sono troppi parallelismi col thriller della ragazza. Geniale!
Anche se inizio a pensare ad una fissazione degli autori per le bionde.. Tre di fila, una per racconto, dai...
In Per conto terzi di Faletti ho trovato un racconto apparentemente semplice, insospettabilmente intricato e dunque diabolico. C'è un morto, ma chi dovrebbe essere il colpevole non può esserlo. Dunque chi?
 Sesso sui sassi di Dazieri è squallido come il titolo. Mi spiace per l'autore che per me è nuovo, ma è troppo esplicito e crudo per i miei gusti. Troppi riferimenti al porno che non è una mia passione.
 Non è vero di De Silva è stato strano. Racconta di un ospedale che ha operato un mafioso, apparentemente senza saperlo. Si mescolano etica e giustizia. Era un latitante, ma a saperlo non si sarebbero comunque potute negare le cure in quanto malato. O no? A queste domande cerca risposta l'amante del primario.
Luce del Nord di Simi è speciale. Un padre scrive al figlio la tragica storia della sua vita e la verità finchè è in tempo. Un racconto intenso, pieno di sfaccettature, anche se dotato di zone d'ombra e domande senza risposta.
Il confine del crimine è un racconto di Macchiavelli. Ed è macchiavellico, anche se non nell'accezione pura del termine. E' un racconto inventato ma quasi reale. E menomale! L'ho finito con un senso di schifo allo stomaco. Suggerisce, non senza fondo di verità, che le forze dell'ordine sono in contrasto e che a volte, soprattutto se forze speciali, anche illegali nell'agire. Lo scopriremo attraverso le "avventure" della ladra di auto di lusso Rasputin e del sergente Antonio Sarti.
Dove? di Fois è interessante. Vent'anni dopo la scomparsa di Asia Gostner, scompare il figlio di Carlo Meletti, all'epoca fidanzatino della vittima. E' molto sospetto. Però di fatto il racconto sfuma e si appiattisce. Quel che è interessante (il racconto è ambientato in una civile, ordinata e precisa cittadina altoatesina) è che in un posto così non accade nulla, tutto viene ricondotto subito all'ordine e tutto viene subito razionalizzato ed archiviato. Perchè lì non succede nulla. E certo.
Il racconto di Wu Ming, Momodou, è strano, triste ed insinua apertamente le libertà che la divisa a volte si prende, certa che una scusa per le sua azioni le troverà sempre. E questa volta il capro espiatorio è un immigrato regolare ucciso da due carabinieri(uno in realtà), probabilmente perchè, come dice la sorella, voleva uccidersi e si è reso pericoloso, ferendo un agente (sarebbe la gioia di ogni leghista questa storia!).
La particolarità del racconto è che inizia dalla fine e finisce in un tempo antecedente ai fatti.
Lucarelli, con Niente di personale, invece m'ha spiazzata. E' un racconto perverso, contorto, solo a tratti ha delle somiglianze con scene da serie tv, ma è anche inquietantemente realistico per altri aspetti perchè non sai mai da dove arriverà il male, sai solo che ti farà soffrire e che non sarai preparato. Questo accade a Mariangela, moglie di un assessore, e ad un killer professionista per le 'ndrine, Angelino quando le loro strade si incontreranno.
In definitiva un'ottima sorpresa ed una raccolta brillante. Storie e stili diversi, ma sembrano elementi di un quadro dipinto da un'unica mano. Complimenti!


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