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02/01/17

Recensione di Dov'è finita Audrey di Sophie Kinsella


Trama: Audrey ha 14 anni ed è da tempo che non esce più di casa. Qualcosa di brutto è successo a scuola, un episodio di bullismo che l'ha profondamente segnata e ora lei è in terapia per rimettersi da gravi attacchi d'ansia e panico che non le permettono di avere contatti con il mondo esterno. Per questo indossa perennemente dei grandi occhiali scuri, il suo modo di proteggersi e sfuggire al rapporto con gli altri. Il fratello invece è un simpatico ragazzino ossessionato dai videogiochi che, con grande disperazione della madre nevrotica, non si stacca un attimo dal suo computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Ma quando Audrey incontra Linus nasce in lei qualcosa di diverso... deve poter trovare un modo per comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa scintilla romantica ad aiutare non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. Dov'è finita Audrey? è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride tanto e ci si commuove e in cui Sophie Kinsella riesce magistralmente a alternare momenti di puro humour a momenti più seri e teneri con grandissima sensibilità.

Non credo di avere mai letto nulla della Kinsella e credevo che sarebbe stata una storia sempliciotta che aveva l'obiettivo di cercare di dire qualcosa su temi difficili, ma facendo clamorosi buchi nell'acqua.
Ecco il buco nell'acqua l'ho fatto io.
Dov'è finita Audrey? è un romanzo godibilissimo con una protagonista ironica.
Audrey è una ragazza socio fobica e depressa per motivi che non ci  dato conoscere (anche se io avrei voluto molto). Così non ci è nata. E' successo qualcosa di brutto a scuola e da allora il suo essere semplicemente riservata è imploso con conseguenze devastanti.
Va da una psicologa, vive rinchiusa in casa, con sempre gli occhiali da sole. Un giorno però incontrerà Linus, un amico di Frank, suo fratello, che le rivolgerà la parola mandandola in panico. Un panico che vorrà sconfiggere perchè Linus la attrae e si dimostrerà un ragazzo d'oro, rarità per un adolescente oggi (ma consideriamo che ha a che fare a casa con la nonna demente, una questione che responsabilizza per forza). Un bel passo avanti per lei. Però, calma. Ora non è che diventa wonderwoman e basta paure. Il percorso è lungo e ne succederanno di ogni tipo.
Ho adorato Audrey. Capisco quando dice che la gente non capisce cosa significhi essere depressi, che continui a dire che stai bene e invece si scava un baratro sotto di te finchè non crolli. Il suo panico. Capisco molto bene.
La sua famiglia poi  uno spasso. Dal fratellino di quattro anni Felix che con la sua ingenuità è esilerante e disarmante. Ma il meglio sono i litigi tra la madre di Audrey e suo fraello maggiore Frank con la copartecipazione forzata del loro papà.
La madre è un filino schizzata e volubile, sempre a discutere con Frank che a suo dire è dipendente da pc e videogiochi. Frank, che risponda a tono o che faccia l'innoncentino irriverente, riesce sempre ad aumentare i nervi della madre, la quale tira sempre in ballo il povero marito che è molto sul "vivi e lascia vivere" che o pare un condannato a morte che vorrebbe evitare di essere chiamato in causa o cade dalle nuvole e risponde una cosa che non c'entra nulla con la discussione. Povero uomo!
Insomma, schetch comici  a gogo,
Il tema della depressione viene affrontato senza entrare troppo nel discorso, ma con la dovuta leggerezza e senza minimizzare il problema. Avrei voluto affrontare il discorso bullismo, ma Audrey era abbotonatissima.
In sintesi, un romanzo lieve eppure ricco di spunti di riflessione, divertente e che dà serenità.


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